Scoiattoli grigi, non sarà necessaria la soppressione: “Pettirosso” e “Lav” ospiteranno gli animali
Gli scoiattoli grigi catturati in Emilia-Romagna non saranno soppressi, come si era pensato di fare inizialmente, scatenando nei giorni scorsi le ira di animalisti e opposizione in Consìglio regionale della Regione Emilia-Romagna. La Regione ha tuttavia predisposto un piano di intervento per prevenire e contrastare la possibile proliferazione dello scoiattolo grigio dopo l’avvistamento di un esemplare della specie nel piacentino. Nel nostro Paese - si legge nel comunicato diffuso dalla Regione - la presenza di questo roditore, originario del Nord America e considerato a livello internazionale tra le 100 specie invasive più dannose al mondo, è già stata segnalata in Piemonte, Liguria e Lombardia e ora, appunto, anche in Emilia-Romagna.
Il Piano di intervento prevede un sistema di monitoraggio che si concentrerà nei territori al confine con le province di Lodi, Cremona e Rovigo, in particolare nella zona del Delta del Po. Nelle aree interessate saranno installate foto-trappole per rilevare l’eventuale presenza di altri scoiattoli grigi e catturarli. La forte collaborazione sperimentata in questi anni ha fatto sì che sia Lav nazionale (Lega Anti Vivisezione) che il Centro di Recupero Fauna Selvatica il Pettirosso di Modena si siano resi disponibili ad ospitare gli scoiattoli catturati evitandone la soppressione.
Ieri, 15 ottobre, hanno inviato richiesta alla Regione per il riconoscimento dell’idoneità delle proprie strutture alla collocazione degli esemplari catturati e viale Aldo Moro si è subito mobilitata per iniziare ad acquisire i necessari pareri del ministero dell’Ambiente e di Ispra e procedere così alla successiva eventuale autorizzazione.
Le regole
L’avvistamento dello scoiattolo grigio sul territorio impone l’immediata segnalazione a Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e ministero della Transizione ecologica, in linea con le normative europee che chiedono alle Regioni di adottare le più opportune misure di contenimento di tutte le specie non originarie dei nostri habitat e ritenute invasive.
Le Regioni possono autorizzare determinate strutture pubbliche o private ad ospitare specie esotiche invasive, purché attrezzate a garantire l’impossibilità alla fuga e alla riproduzione degli animali e allo stesso tempo il loro mantenimento nel rispetto delle regole per il benessere animale (decreto legislativo 230/2017 del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare).
Lo scoiattolo grigio
È una specie che secondo gli esperti, può causare impatti negativi sia sugli ecosistemi colonizzati, sia sulle attività umane. In particolare, scorteccia gli alberi, che di conseguenza sono maggiormente suscettibili agli attacchi dei parassiti, oltre ad essere ghiotto di nocciole.
Senza considerare che è estremamente pericoloso per lo scoiattolo comune, la specie autoctona. Infatti, può provocarne l’estinzione grazie a una maggiore efficienza nello sfruttamento delle risorse naturali e in alcuni casi anche mediante meccanismi parassitologici: ad esempio può predare uova di uccelli e competere con le specie locali per l’uso di cavità arboree.
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