Serie tv sulla famiglia Panini, i giovani attori a lezione al Museo della Figurina
MODENA - Ma da ragazzini, negli anni Quaranta, i fratelli e le sorelle Panini giocavano con le figurine? Certo che sì, le figurine esistono fin dall’Ottocento e a metà del secolo scorso erano molto diffuse in Europa e in Italia. Anzi, in un mondo senza tv e con poche immagini a colori le figurine esercitavano un fascino difficile da comprendere per un ragazzo di oggi. Così che i giovani attori che interpretano i quattro fratelli e le quattro sorelle nella serie tv “La famiglia Panini - L'avventura delle figurine" in onda prossimamente su Rai1 e su RaiPlay, con protagonista Serena Rossi nei panni della madre Olga, per comprendere cosa significasse per bambine e bambini dell’epoca giocare con le figurine, prima dell’inizio delle riprese sono andati a lezione e lo hanno fatto, ovviamente, al Museo della Figurina di Modena. Il Museo, inaugurato nel 2006 partendo da una donazione al Comune di figurine storiche raccolte proprio da Giuseppe Panini, infatti, racconta la storia della figurina dalle origini ai giorni nostri. Gli operatori di Fondazione Ago, a cui è affidata la gestione del Museo, hanno ricostruito con i giovani attori i giochi che si facevano all’epoca e l’atmosfera di incanto e meraviglia che in quegli anni accompagnava quelle colorate piccole immagini, spesso utilizzate per pubblicizzare prodotti e per raccontare storie di ogni tipo, come una sorta di enciclopedia popolare, certo non solo di sport, in un mondo dove le informazioni circolavano solo per radio e su giornali in bianco e nero. E così con i “giovani” Panini si è ricostruita la vicenda del “Feroce Saladino”, la rarissima figurina del concorso a premi lanciato alla fine degli anni Trenta da Perugina e Buitoni in una trasmissione radiofonica, per poi ammirare anche le collezioni dei campioni dello sport, soprattutto il ciclismo, che caratterizzavano quel periodo. E che una ventina d’anni dopo avrebbero fatto un notevole salto di qualità grazie alle intuizioni dei fratelli Panini che nel 1961 lanciarono la loro prima raccolta di calciatori, dopo il successo ottenuto con la vendita di figurine di altri editori nell’edicola di corso Duomo acquistata da mamma Olga.
La serie televisiva, le cui riprese si sono svolte anche in città nello scorso autunno, è diretta da Letizia Lamartire. Scritta da Monica Zapelli (headwriter), Sofia Assirelli, Valentina Gaddi, Sebastiano Melloni e liberamente ispirata al romanzo di Luigi Garlando “L’album dei sogni”, edito da Mondadori Libri, ha per protagonista Serena Rossi nel ruolo di Olga Cuoghi Panini. A vestire i panni dei fratelli e le sorelle Panini sono Simone Liberati, Federico Cesari, Benedetta Cimatti, Luca Di Sessa, Samuele Teneggi, Irene Girotti, Beatrice Lotti, Cosima Centurioni, mentre del cast fanno parte anche Edoardo Pesce, nel ruolo del padre Antonio Panini, e Barbara Bobulova. La serie è prodotta da Indigo Film in collaborazione con Rai Fiction, con il supporto di Sanfelice 1893 Banca Popolare, realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Emilia-Romagna Film Commission e di Comune di Modena, Fondazione di Modena, Camera di Commercio con il patrocinio del Comune di Castelfranco Emilia, del Comune di Nonantola e del Comune di Spilamberto. Al centro del racconto c'è una madre, Olga Cuoghi Panini, che, divenuta prematuramente vedova, si scopre imprenditrice per necessità. L'acquisto della storica edicola in Piazza Duomo nel 1944 sarà solo la prima di tante intuizioni coraggiose e visionarie che porteranno Olga, insieme ai suoi otto figli, a dare vita a una delle più belle avventure imprenditoriali e creative italiane.
Il racconto si snoda tra i primi anni Quaranta fino al 1970, anno degli storici mondiali del Messico, quelli di Italia-Germania 4 a 3 e del Brasile di Pelè campione del mondo, che segna la svolta internazionale del celebre marchio. “Andiamo a vedere!” è il motto che Olga insegnerà ai suoi figli e che rappresenta la fiducia nel futuro e la capacità di accogliere sfide apparentemente impossibili.
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