La Banca popolare di Piacenza studia il dossier SanFelice 1983
SAN FELICE- Il dossier della banca popolare SanFelice 1893 è sotto la lente di ingrandimento della banca popolare di Piacenza.
Lo scorso aprile si ere tenuta l'assemblea dei soci con un bilancio 2020 chiuso con un incremento del 10,1% della raccolta diretta e del 3,5% della raccolta indiretta, il margine da interesse in lieve flessione e il margine d'intermediazione in crescita del 13%. Ma a causa della pandemia, SanFelice 1893 aveva registrato una perdita riconducibile agli accantonamenti prudenziali suggeriti da Banca d'Italia. Era stato il direttore generale dell'istituro di credito Vittorio Belloi a chiarire per bene la situazione dichiarando che, nel 2020, la banca aveva subito una perdita registrata di 4.9 milioni di euro. Un risultato, come detto, determinato dal forte incremento degli accantonamenti, effettuati in misura tripla rispetto all'esercizio precedente, per fronteggiare le prospettive di deterioramento del credito a causa del contesto economico gravemente minacciato dal Covid-19. Tutto questo recependo anche le indicazioni prudenziali che a dicembre 2020 Banca d'Italia ha indirizzato al sistema bancario, raccomandando di non attendere la fine del periodo di emergenza sanitaria - quindi il temine delle moratorie - per classificare in default i crediti problematici. In questi mesi l'istituto di credito ha scandagliato le possibili soluzioni straordinarie da intraprendere: tra queste il possibile coinvolgimento, secondo Milano Finanza, della banca popolare di Piacenza. L'istituto emiliano, guidato dal direttore generale Corrado Sforza Fogliani, avrebbe chiuso il 2020- nonostante la pandemia- con un incremento di soci e clienti e un risultato netto positivo di 16.5 milioni di euro. L'operazione con SanFelice 1893 potrebbe rivelarsi un'occasione, per l'istituto di credito di Piacenza, di consolidare la sua presenza in Emilia-Romagna dove, al momento, primeggiano Credito emiliano e Bper Banca. Arrivati a questo punto, il Comitato amici SanFelice 1893 auspica che questa operazione non rappresenti una vera e propria svendita dell'istituto di credito sanfeliciano.Fonte: Milano Finanza
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