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27 Giugno 2022

Diagnosi molecolare e genetica delle Malattie rare: Modena Centro di riferimento italiano ed europeo

MODENA- È dedicato a Mario Coppo, fondatore della Clinica medica modenese, il Centro di Ricerca Malattie Rare (CRMR) realizzato al V° Piano del Policlinico da UNIMORE e dall’Azienda Ospedaliero-Universitario di Modena grazie ad un co-finanziamento della Fondazione di Modena.

La targa di intitolazione è stata scoperta venerdì 10 giugno alla presenza del direttore generale Claudio Vagnini, del rettore di UNIMORE Carlo Adolfo Porro, del presidente di Fondazione di Modena Paolo Cavicchioli e del direttore della Medicina Interna e del CRMR Antonello Pietrangelo.  Presente anche il sindaco di Modena e presidente della CTSS, Gian Carlo Muzzarelli: che ha voluto portare il suo saluto e visitare la nuova area ambulatoriale.

Quello che idealmente inauguriamo oggi – ha commentato il direttore generale Claudio Vagnini – è un Centro dedicato alla ricerca di avanguardia sulle malattie rare a base genetica e alla diagnostica avanzata per i pazienti affetti da queste patologie rare e spesso molto gravi. Grazie alla sensibilità della Fondazione di Modena e alla stretta collaborazione con l’Ateneo, Modena ha consolidato il suo ruolo di punto di riferimento a livello nazionale per lo studio e la cura di queste patologie. L’intervento edilizio è stato completato nel 2019 e la struttura è in funzione già dal 2020 ma la pandemia ci ha costretto a rimandare l’inaugurazione. Oggi possiamo mostrare alla città questo piccolo gioiello della nostra Sanità ed è un piacere farlo nel ricordo di un grande Clinico come Mario Coppo”.

La struttura è stata realizzata grazie alla donazione di 1 milione di euro per i lavori edilizi, arredi e tecnologie ai quali si aggiungono 400mila euro a Unimore come da accordo tra Fondazione, UNIMORE e Azienda Ospedaliero-Universitaria per le attrezzature di laboratorio.

Questo centro di ricerca sulle malattie rare – ha commentato il rettore Unimore, il progessore Carlo Adolfo Porro – testimonia il costante impegno di Unimore e di tutte le istituzioni coinvolte su temi di primario interesse per tutta la società civile. Le sfide scientifiche che abbiamo davanti ci impongono di proseguire nel sostegno alla ricerca di base e clinica, che rappresenta un apripista per l’innovazione in generale. In questo senso, siamo particolarmente lieti che il Centro porti il nome del professore Mario Coppo, maestro del professore Pietrangelo e medico di fama internazionale”.

Siamo davanti a una dimostrazione nei fatti di quello che insieme possiamo costruire – il commento di Paolo Cavicchioli, presidente della Fondazione di Modena – Coerentemente con precedenti iniziative a sostegno della ricerca medica e in linea con la sua mission, la Fondazione di Modena ha voluto dare una risposta concreta all’’esigenza, espressa dall’Università di Modena e Reggio, di supportare la creazione e lo sviluppo di laboratori e attività di ricerca all’interno della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Ricerca e innovazione rappresentano, nel settore medico, fattori strategici di sviluppo per la messa a punto di terapie più efficaci e meno invasive. La Fondazione di Modena sosterrà e incoraggerà sempre progetti di ricerca innovativi, finalizzati all’avanzamento della conoscenza scientifica, con particolare attenzione alla ricaduta concreta sul territorio sotto il profilo della salute e del lavoro”.

Gli obiettivi strategici del CRMR sono essenzialmente due: da un lato lo studio di terapie innovative, enzimatiche, cellulari e geniche attraverso progetti in modelli pre-clinici e clinici per curare pazienti con malattie ereditarie del fegato e del sangue; dall’altro sviluppare e implementare piattaforme avanzate per la diagnosi molecolare e genetica delle malattie per le quali in CRMR e l’AOU di Modena sono centro di riferimento italiano ed europeo.

Tra queste patologie – precisa il professore Antonello Pietrangelo, direttore del Dipartimento ad Attività integrate Medicina interna generale, d’Urgenza e Post-Acuzie, del CRMR e docente UNIMORE – ricordo quelle rare del fegato e del metabolismo del ferro e dell’eme, che al Policlinico hanno una lunga tradizione proprio grazie alla scuola del nostro maestro Mario Coppo”.

Un importante scopo del CRMR è anche la formazione di ricercatori e personale tecnico altamente qualificato nel settore della genomica avanzata così come lo sviluppo di partnership con realtà industriali del territorio per l’applicazione e il trasferimento tecnologico delle ricerche del Centro.

Il Centro è dedicato al professore  Mario Coppo, uno dei più grandi clinici medici che l’Italia abbia mai avuto, direttore della storica Clinica medica modenese per tre decenni, padre fondatore della moderna epatologia e delle Società scientifiche italiana, europea e internazionale per lo studio del Fegato. Caposcuola della Medicina interna italiana, dalla sua Clinica medica gemmarono la Cardiologia, l’Endocrinologia, la Gastroenterologia e la Geriatria modenese.

Il professore Coppo ha da sempre inculcato nei suoi allievi la passione per la ricerca, base e presupposto imprescindibile per la formazione, per la didattica e per l’assistenza. Egli stesso, dopo la laurea, trascorse negli anni ‘30-40 un lungo periodo a Parigi e a Strasburgo per svolgere studi sperimentali e trasferì da subito ai i suoi allievi la passione per lo studio e la cura delle malattie rare.

 

I numeri del centro

  • Il personale: 4 ricercatori “group leader”, 8 tra biologi, bio-tecnologi e genetisti, 1 data-manager and 1 tecnico-amministrativo oltre a diversi assegnisti, borsisti e specializzandi.
  • Il Centro è costituito da diversi laboratori attrezzati con strumenti all’avanguardia in specifiche sotto-aree di ricerca, tra cui i laboratori di biologia cellulare e molecolare, di microscopia ottica e confocale di ultima generazione, di colture cellulare per uso di vettori virali, di diagnostica OMICS con sequenziatoti Sanger e Next Generation Sequencing (NGS) per il sequenziamento genico massivo parallelo.
  • Sono in corso 15 studi di cui 6 basati su terapia geniche innovative a base di RNA per pazienti con malattie a rare.
  • Il gruppo ha prodotto ad oggi oltre 300 pubblicazioni su riviste internazionali.

Mario Coppo

Mario Coppo (Belluno 1908 – Modena 1999) è indubbiamente uno dei più grandi clinici medici che l’Italia abbia mai avuto. Allievo interno della Clinica medica dell’Università di Padova diretta dal professore Cesare Frugoni, nell’ultimo anno di corso (1931) seguì il suo maestro chiamato dalla Facoltà medica di Roma. Conseguita la laurea nel 1932, vinse borse di studio che gli consentirono il perfezionamento all’estero. Trascorse gli anni successivi a Parigi sotto la direzione di Lecomte du Nouy e di Carnot e a Strasburgo nell’Istituto di Fisica Biologica diretto da F. Vels.

Rientrato a Roma conseguì le libere docenze in Chimica biologica nel 1937 e in Patologia medica e Metodologia clinica nel 1938. Mario Coppo giunse a Modena nel 1947. È stato direttore della Patologia speciale medica dal 1947 al 1951 e della Clinica medica dal 1951 al 1978. Dal 1959 al 1965 è stato preside della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo geminiano.

Violinista di livello quasi professionale, dotato di grande cultura generale, coltissimo in medicina, curioso di fenomeni biologici (la sua prima libera docenza era stata in Biochimica), affascinato dalle discipline morfologiche, clinico insuperabile.

Il professor Coppo si è spento a Modena nel gennaio del 1999.

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