Carpi, minacciata di avvelenamento perchè si oppone al matrimonio combinato: nozze annullate
CARPI - Questa volta la storia, che per volti versi ricorda quella di Saman, ha avuto un lieto fine. Ma per una donna di 33 anni di origine indiana, ma di cittadinanza italiana, la battaglia contro la sua famiglia per avere la libertà di decidere chi sposare è stata lunga e ha rischiato di finire con un tragico epilogo.
Tutto inizia nel 2017, quando la donna, allora 29enne, viene obbligata dalla sua famiglia, residente a Carpi, a sposare contro la sua volontà un uomo indiano appartenente alla sua stessa casta. Lei, però, amava un altro: un giovane che, come lei, aveva origini indiane, ma viveva da tempo in Italia, dove si erano conosciuti.
La famiglia non sente ragioni e la costringe a recarsi in India per le nozze combinate e, dopo di queste, tutta la famiglia si sposta a Dubai per il viaggio di nozze. Qui, la donna si rifiuta di avere rapporti sessuali con il marito che è stata costretta a sposare ed è a questo punto che la sua famiglia arriva a minacciare di ucciderla, avvelenandola con una tisana. La donna registra, però, le conversazioni in cui i suoi genitori parlano del piano e, con queste, si reca da un avvocato per sporgere denuncia.
Sono stati aperti due procedimenti: uno per l'annullamento del matrimonio, mentre l'altro per minaccia aggravata. Se il secondo procedimento è ancora in corso, il primo ha avuto esito positivo nei giorni scorsi. La donna, infatti, ha ottenuto l'annullamento del matrimonio precedentemente contratto e può ora sposare il ragazzo di cui è innamorata.
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