La Bassa messa in ginocchio dalla grandine, Europa Verde: “Un sostegno rapido per gli agricoltori colpiti”
I coportavoce provinciali di Europa Verde Simone Ganzerli e Marina Leonardi intervengono sull’ondata di maltempo che ha attraversato tutta la provincia, con vento, pioggia e grandine mettendo in ginocchio il settore agricolo.
Questa la nota:
"Prima l’estrema siccità, ora la grandine grossa come palline da tennis. Si tratta di eventi climatici estremi che hanno messo in ginocchio il settore agricolo (e non solo) della provincia modenese. Raccolti che sono andati perduti, strutture danneggiate: si parla di oltre 400 aziende agricole colpite tra la Bassa (Mirandola, Finale, San Felice), Formigine e ancora San Cesario, Castelfranco e Savignano. Risulta lampante come questi eventi che si fanno sempre più frequenti e sempre più devastanti, siano sintomo di un cambiamento climatico in atto, purtroppo inarrestabile. Europa Verde è vicina agli agricoltori colpiti e sollecita la Regione a intervenire e fare pressioni sul Governo per un aiuto concreto e soprattutto rapido. Ma la nostra sollecitazione vuole andare ben oltre.
Bisogna fronteggiare il problema, non solo correre ai ripari dopo le distruzioni. E’ necessario che i governi nazionale e regionale e tutte le forze politiche riconoscano ciò che gli scienziati dicono da tempo: le attività antropiche e le emissioni di gas serra sono responsabili degli eventi naturali drammatici che stiamo vivendo. Questo deve essere condiviso da tutte le forze politiche; ammettere il problema è il primo passo per cominciare a fare qualcosa. E questo qualcosa è ben chiaro: essendo il cambiamento climatico conseguenza del surriscaldamento, bisogna limitare le attività che lo determinano. Non c’è altra soluzione.
Le due prime cause di inquinamento in pianura padana, sono il traffico veicolare e gli allevamenti. Bisognerebbe agire su questi due settori al più presto. E invece cosa succede? Che nella nostra provincia si fa l’esatto opposto, si pensa ancora a costruire strade e autostrade (Modena /Sassuolo e Cispadana), a consentire l’insediamento di nuovi poli logistici e a realizzare nuovi allevamenti o allargare quelli esistenti.
Ci siamo stufati di fare le Cassandre quando è evidente che l’unica strada possibile è andare nel solco di quello che come Verdi da anni chiediamo e proponiamo inascoltati. Serve limitare le emissioni inquinanti, è necessario rafforzare le infrastrutture ferroviarie e spostare il traffico dalla strada alla rotaia. Così come è necessario una riduzione della produzione animale, puntando alla qualità e non alla quantità. Serve una forte tutela del territorio, cambiare radicalmente i modelli di sviluppo e le nostre abitudini, serve quella transizione ecologica di cui tutti si riempiono la bocca e nessuno mette in pratica e serve subito un piano regionale di adattamento perché indietro purtroppo non si torna più".
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