Limidi, Luca Corradi: “Una buona idea non vale nulla se non si pensa a come realizzarla”
di Francesca Monari
SOLIERA - Lui è Luca Corradi e la sua buona idea l’ha ampiamente realizzata. A gennaio del 2020, un anno non facile, ha fondato insieme ad un socio la software house Atobit. Luca e Yuri ci hanno provato. Oggi, a distanza di tre anni, danno lavoro a 20 giovani: è un’attività avviata e desiderosa di crescere ulteriormente. Non sono geni ma semplicemente due ragazzi che vivono per la loro grande passione: la tecnologia. Programmatori, imprenditori, ma soprattutto un grande esempio di tenacia e dedizione i due sono inarrestabili lavoratori.
“Ho studiato all’istituto tecnico informatico L.Da Vinci di Carpi. Fin dalle scuole elementari vedevo mio padre creare come hobby dei mini robot e programmi per il computer. Mi hanno sempre affascinato i discorsi degli adulti sull’argomento. Capire come la “macchina” funzionasse e come ci si potesse interagire creando qualcosa divenne il mio obiettivo. La scelta della scuola superiore era presto fatta; volevo studiare informatica e così ho fatto” - esordisce Luca.
“Finite le superiori ho preso in considerazione l’idea di fare l’università, ovviamente informatica o niente. Quello che mi ha frenato è stato vedere il programma di studio, molto ricco di esami e materie apparentemente non molto legate al puro tema informatico. Dopo poco tempo mi è capitata un’occasione di inserimento nel mondo del lavoro che ho preferito cogliere al volo e che, col senno di poi, è stata una scelta fondamentale per la mia crescita professionale. Ho fatto tutto l’iter di contratti che si propone tipicamente ad un giovane senza esperienza. “Gavetta” che mi ha permesso di raggiungere un livello di conoscenza e autonomia che mi ha molto soddisfatto. Negli anni successivi ho lavorato in un altro paio di belle realtà con persone molto valide e competenti” - ricorda Corradi.
Con un diploma di perito informatico in tasca, Luca ha trovato subito lavoro. E dopo alcuni anni, neanche tanti, e un percorso di crescita personale e professionale in continua evoluzione, da dipendente è riuscito a creare un’impresa solida e proficua. L'intuizione è nata da Yuri Ferrari, co-fondatore di Atobit, che è stato un collega di Luca fin dalla prima esperienza di lavoro. Insieme hanno competenze tecniche complementari e negli anni hanno accumulato una buona rete di conoscenze nel mondo della programmazione e questo è stato determinante. Quando Yuri gli ha proposto di pensare a un’azienda insieme gli è subito sembrata una buona idea. Parlando di mismatch, ovvero di disequilibrio tra domanda e offerta, è vero che le figure IT sono introvabili?
“È vero che c’è molta richiesta di sviluppatori e sicuramente è molto difficile trovare le figure competenti. Avendo tutti bisogno di sviluppatori, a prescindere dall’età, quelli bravi trovano agilmente qualcosa” - conclude Corradi.
Un punto di vista di grande valore il loro, che trasmette tutto l’entusiasmo per il loro lavoro e sprona ognuno di noi a non perderci in carriere prive di stimoli.
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