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Alla fine del 1943, sul territorio modenese, circa cinquecento ebrei sono in una condizione di estremo pericolo a causa dell’ordine di polizia n. 5 che ne aveva sancito l’arresto e la deportazione. Sono donne e uomini di ogni età e condizione sociale; molti di loro sono italiani, ben integrati nel tessuto cittadino, alcuni stranieri o apolidi, studenti o profughi, che per un periodo significativo della loro vita vivono in provincia di Modena come «internati liberi» o «non internati», ma comunque sempre in condizione di estrema precarietà.
Le loro vicende sono raccolte in questa inedita ricerca in cui i destini degli ebrei stranieri si intersecano a quelli degli italiani, in occasione dei salvataggi, degli arresti e delle deportazioni. Racconta un periodo complesso in cui a Modena convivono gesti di grande generosità e concrete pratiche di collaborazione al disegno nazista di sterminio degli ebrei.
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