Superare ritardi e discriminazioni tra i sessi, l’Emilia-Romagna investe oltre un miliardo di euro
Oltre 1 miliardo di euro dalla parte delle donne. Per superare ritardi, discriminazioni e promuovere una reale parità di accesso e opportunità in tutti i settori: lavoro, sanità, servizi, istruzione, cultura. A tanto ammontano le risorse che nel corso del 2022 la Regione ha destinato, direttamente o indirettamente, alle politiche femminili: un dato pari all’8% del bilancio regionale, in crescita del 24,5% nell’ultimo triennio. A certificarlo il Bilancio di genere 2022 online in questi giorni. Uno strumento fondamentale non solo per monitorare e indirizzare nel modo più efficace azioni e interventi, ma anche per promuovere una maggiore attenzione e sensibilità rispetto a queste tematiche.
“Questo Bilancio è uno strumento fondamentale per orientare le politiche della Regione in un’ottica di genere. Cercando di comprendere i meccanismi che sono alla base delle disparità tra uomini e donne per correggerli e partendo dalla consapevolezza che una società più attenta ai diritti delle donne è una società più equa e inclusiva per tutti - spiega l’assessora regionale alle Pari opportunità, Barbara Lori -. È un lavoro complesso, che richiede un’importante fase di analisi e di confronto e che possiamo realizzare grazie al contributo di tante professionalità che operano in questa Regione. E che anno dopo anno diventa l’occasione per fare il punto sulle nostre politiche. È sul rispetto dei diritti che le nostre comunità possono crescere in modo sano ed equilibrato”.
In cima alle voci di spesa, quella sanitaria e sociale con il 67% del totale, seguita a pari merito dagli interventi in campo culturale ed economico (14%). Mentre è in arrivo, dal prossimo anno, un Bilancio di genere completamente digitalizzato, che potrà essere più agevolmente consultato per settori di intervento, aree di bilancio regionale, con dati su importi di spesa, target, indicatori di contesto e di monitoraggio. Il tutto grazie a un progetto di data visualization, ormai alle battute finali, che permetterà ad addetti ai lavori e non di costruire report dinamici e personalizzati, migliorare la comparabilità dei dati, oltre a ridurre i tempi di pubblicazione. Il Bilancio di genere viene elaborato annualmente grazie a una specifica “Area integrazione” che riunisce rappresentanti di tutte le Direzioni generali della Regione, e con il contributo delle Aziende sanitarie.
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