“La dimensione spirituale della cura”, se ne parla giovedì 26 settembre a Mirandola
La Fondazione Hospice San Martino Area Nord Modena ETS, in vista della realizzazione dell’HOSPICE SAN MARTINO per i Distretti socio-sanitari di Carpi e Mirandola, è impegnata con la propria Academy aziendale a diffondere “la cultura dell’Hospice” fra i professionisti sanitari, le associazioni dei malati e la popolazione in genere, e con la collaborazione del Circolo Medico “M.Merighi” ha organizzato un incontro con i professionisti della sanità giovedì 26 settembre, alle ore 20, a San Giacomo Roncole – Villa La Personala, messa gentilmente a disposizione. L’incontro è incentrato sulla “Spiritualità della Cura” analizzata con gli autori del libro “Sulla Terra in punta di Piedi”: Sandro Spinsanti, teologo e psicologo, e Dagmar Rinnenburger, pneumologa esperta di cronicità.
Lavorando sull’assistenza in hospice si deve, infatti, arrivare a riflettere sul senso profondo della cultura del “prendersi cura”, base dell’assistenza in Hospice, che non si raggiunge con la semplice “umanizzazione”, che è stata e rimane nella storia dell’assistenza sanitaria una conquista assolutamente necessaria ai fini del rispetto dei diritti del paziente
Il prendersi cura per l’assistenza fornita in Hospice oggi richiede “altro” e “di più”: una “casa specializzata” per ricevere un’assistenza qualificata e personalizzata “sartoriale”, nel rispetto della volontà e dei valori della persona assistita: con assoluta attenzione alle esigenze sociali, emotive, psicologiche, spirituali e di stress della persona malata, della famiglia, dei caregiver e del personale, coniugando le competenze tecniche e scientifiche con il sapere umanistico e l’etica comportamentale. E la spiritualità diviene l’essenza della cura, anche professionale, se si vuole uscire dal paradigma del medico/operatore-aggiustatore e passare a quello di colui che accompagna: accompagnamento che stabilisce continuità e non antitesi tra il guarire e il salvare, dimensione che si realizza quando si riesce a far coincidere il bene della persona in cura con il progetto assistenziale di ciascuno. Ma la spiritualità è una dimensione eccezionale a cui tendere e a cui tentare di giungere con l’aiuto di “professionisti” della spiritualità ? o non è altro rispetto alla cura nelle sue forme quotidiane e intensamente spirituali proprio perché intensamente umane: l’accudimento e la ricerca affannosa di una qualità della vita che renda più sostenibile la malattia, la semplicità di saper stare accanto all’altro senza invaderlo di parole ? A queste domande verrà chiesto di rispondere ai due relatori, le cui presentazioni saranno precedute dall’intervento del presidente della Fondazione dott. Daniele Monari e del presidente del circolo medico "Merighi”, dott. Nunzio Borelli.
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