Regione: giudizio negativo di Rifondazione Comunista sui correttivi alla manovra di bilancio
REGIONE - Pubblichiamo il comunicato Stefano Lugli e Paola Varesi, co-segretari Rifondazione Comunista Emilia-Romagna, in merito ai correttivi alla manovra di bilancio.
A febbraio, quando è stata presentata la manovra di bilancio della Regione Emilia-Romagna, avevamo osservato che il primo atto politico del presidente De Pascale si traduce in un aumento delle tasse, che avrebbe ampliato le disuguaglianze. Ora, a distanza di un mese, apprendiamo che, dopo un confronto con i sindacati, la giunta regionale ha deciso di ridimensionare gli aumenti dell'Irpef per il terzo e quarto scaglione di reddito e di non applicare aumenti sui ticket farmaceutici per i già esenti. Resta confermato l'aumento del bollo auto del 10% e l'aumento dell'Irap.
Le modifiche apportate alla manovra rappresentano un passo verso una maggiore equità, come da noi auspicato, e confermano la validità delle nostre critiche. Tuttavia, per Rifondazione Comunista, la manovra nel suo complesso resta non condivisibile, poiché non cambia la sostanza di un provvedimento che aumenta la tassazione in un contesto di crescente povertà e precarietà, temi di cui il presidente non ha mai parlato durante la campagna elettorale. Questo contraddice clamorosamente i grandi propositi presentati solo un mese prima delle elezioni.
Inoltre, come hanno sottolineato anche i sindacati, riteniamo contrario alla storia di questa regione il metodo adottato dal presidente De Pascale, che prima ha presentato una manovra draconiana senza alcun confronto con le parti sociali, per poi fare alcune concessioni senza modificare la sostanza della manovra di bilancio.
La manovra di cui gli emiliano-romagnoli hanno davvero bisogno è completamente diversa: deve essere in grado di proteggere e promuovere il lavoro, ridurre le liste d'attesa in sanità, sostenere l'edilizia residenziale pubblica, potenziare il trasporto pubblico e combattere la crisi climatica. Di tutto questo non c'è traccia nella proposta di De Pascale.
Un merito la manovra di De Pascale ce l’ha: smentisce, alla luce di una situazione economica disastrosa, la narrazione che Bonaccini ha sostenuto negli anni scorsi riguardo all'eccellenza della Regione Emilia-Romagna.
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