Carpi, a processo per botte e sfruttamento altri due uomini della banda “Ak 47”
CARPI - Altri due pakistani a processo per botte e sfruttamento del lavoro
Si tratta del caso "Ak 47", l'associazione dedita a estorsioni, lesioni personali, minacce, autoriciclaggio, intermediazione illecita e caporalato per sfruttare la manodopera a basso costo, smantellata il 30 aprile 2024.
Tra arrestati e indagati, nella rete sono finite 34 persone, tutte di nazionalità pakistana, a parte un nordafricano.
Lo scorso ottobre, due avevano scelto il rito abbreviato, due patteggiato e gli altri rinviati a giudizio, con processo iniziato a febbraio.
Erano rimasti fuori due pakistani, per un vizio di notifiche, ma ieri sono finiti davanti al giudice per l'udienza preliminare.
Il processo inizierà il 23 settembre.
Tutto ruotava intorno al mondo dei corrieri e allo sfruttamento di lavoratori reclutati attraverso una società del vicentino che venivano obbligati a versare gran parte del loro salari su conti correnti in mano all'organizzazione che si era data il nome dei kalashnikov, "Ak 47".
Chi si opponeva, veniva punito con violenti pestaggi.
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