E’ uscito il libro “Ferrari crisi e riscatto”, sui lunghi digiuni della Rossa in F1
MARANELLO - La Ferrari è un mito, non ci sono dubbi. D’altronde, la scuderia di Maranello è l’unica ad aver preso parte a tutti i campionati di Formula 1, la categoria regina del motorsport, a partire dalla sua inaugurazione nel 1950.
Ma non sempre passione, esperienza e dedizione assolute bastano a garantire il successo.
Infatti, dopo le prime travolgenti affermazioni mondiali con Ascari (1952 e 1953), Fangio (1956), Hawthorn (1958), Hill (1961) e Surtees (1964), la Rossa ha dovuto affrontare tre lunghi cicli di digiuno intermittente: quello interrotto da Niki Lauda dopo undici anni nel 1975, quello durato dal trionfo del 1979 di Jody Scheckter all’inizio dell’era Schumacher nel 2000 e quello, purtroppo ancora in corso, iniziato l’indomani della vittoria di Kimi Raikkonen nel 2007.
Nel nuovo libro “Ferrari crisi e riscatto. Da Surtees a Hamilton, dissidi, tragedie, flop e grandi trionfi della Rossa in Formula 1”, un grande esperto di cose ferrariste come Adriano Cisario, giornalista specializzato F1 e motorsport con un vissuto decennale nella Terra dei Motori, autore del blog “Motor Chicche” e nel 2021 del libro “Quasi ferraristi. Storie di piloti a un passo dal mito”, passa al vaglio queste parentesi temporali individuandovi i punti di snodo, rievocando in maniera minuziosa le decisioni che hanno indirizzato - e a volte squassato - l’attività della Ferrari in quegli anni e riportando fatti, curiosità e dichiarazioni poco noti e a volte sorprendenti. Quanti ricordano o sanno, per esempio, che nel 1982, prima della tragica morte del suo funambolico pilota canadese, Enzo Ferrari aveva già deciso di fare a meno di Gilles Villeneuve? Oppure che nel 1992 l’ipotesi del ritiro della scuderia dalla Formula 1 venne presa in seria considerazione ai piani alti della Fiat a Torino? O ancora che Alain Prost era pronto a tornare a Maranello nel 1996 ma fu “bruciato” da Michael Schumacher?
Di vicenda in vicenda, l’appassionante racconto arriva fino ai giorni nostri, dal mancato rinnovo del contratto che tanto ha deluso Sebastian Vettel, fino all’ultimo, grande colpo: l’ingaggio del campionissimo Lewis Hamilton, anche lui alle prese con un digiuno personale che dura dal 2020 e quindi ben deciso a entrare, insieme alla Rossa, nell’ultra-leggenda della Formula 1.
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