Mirandola, Siena a tredici anni dal terremoto: “Non ha vinto il sapere”
MIRANDOLA - Nota stampa del consigliere comunale, capogruppo di "Mirandola 50mila", Giorgio Siena:
"Nei giorni successivi il 29 maggio 2012 come dirigente del Luosi Pico avevo fatto produrre per gli studenti una t-shirt quale simbolo di appartenenza, sentimento necessario più che mai, e sulla maglietta feci stampare la frase “Sapere è antisismico”. Voleva significare che di fronte agli eventi imponderabili, nei quali la Terra sembra esserci nemica, la risposta è il Sapere, che è anche l’anima dell’istruzione. Negli anni successivi alla ricostruzione i mirandolesi hanno espresso prima il consenso al grande lavoro per la ricostruzione del sindaco Maino Benatti e poi la volontà di un cambiamento che si è manifestata nel 2019 con uno scarto elevato e lo scorso anno con uno scarto minimo. In una democrazia liberale il cambiamento è fisiologico e auspicabile ma ci si può chiedere, oggi, se i mirandolesi hanno fatto bene a sostenere questo cambiamento per 10 anni successivi?
Le considerazioni che faccio non riguardano, in senso stretto, l’amministrazione del Comune. Ci sono uffici che, per il valore e la competenza di chi li guida sul piano tecnico amministrativo, continuano a svolgere il loro lavoro, a prescindere: dai tributi, alla ragioneria ... alla cultura. Quello che si deve valutare sono le grandi scelte che segnano un periodo. Ed è su questo che serve una riflessione fuori dalle povere schermaglie di questi giorni. In primo luogo la decisione fondamentale di portare Mirandola fuori dalla Unione dei Comuni: una bestialità! E non tanto perché l’Unione consente molti vantaggi, ma importante in quanto passaggio verso la fusione dei Comuni in un unico o pochi municipi. L’unico modo per essere tutti in un comune grande, forte politicamente, non isolato e capace di realizzare economie di scala per migliorare efficienza, qualità amministrativa e avere maggiori risorse finanziarie. L’Unione si può anche migliorare ma parlare di riforma dell’Unione è mera conservazione in una visione ristretta.
La ricostruzione procede lentamente con risorse insufficienti e senza quell’idea guida di Città Storica che significa luogo di persone, di relazioni e di vita economica in un disegno urbanistico unitario. Un disegno che nel realizzarsi ha bisogno urgente di accelerare i tempi: il centro sta morendo come luogo abituale della città e se si procede con tempi decennali sarà già morto, e molto prima di finire la ricostruzione. Da ultimo stiamo assistendo alla incredibile conversione della sindaca di Mirandola con la cessione del controllo di Aimag, generosamente e inspiegabilmente nelle mani di Hera, subendo il disegno che da tempo la mutiutility persegue, con il favore del PD regionale. Tutto questo mi porta a concludere, in epoca di grandi rivolgimenti futuri e di Intelligenza Artificiale che rivoluzionerà il cosmo, che da allora, da quella data che ha segnato la nostra vita, non ha vinto il Sapere".
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