Stupro di San Damaso, respinta la richiesta di arresti domiciliari per l’aggressore
MODENA - Il 19enne marocchino di Castelfranco Emilia, arrestato il 3 ottobre per lo stupro della 50enne a San Damaso, resta in carcere.
Come si legge sul quotidiano "Gazzetta di Modena", la difesa del giovane, in attesa del processo, aveva chiesto la misura cautelare degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.
Il giudice, però, ha rigettato la richiesta della difesa, perché c'è il pericolo di recidiva.
La violenza era avvenuta a fine agosto, sulla pista ciclabile di San Damaso.
La 50enne era in bicicletta quando l'aggressore le è saltato addosso e l'ha fatta cadere. Poi, l'ha presa a pugni e violentata.
La donna, ha avuto il coraggio di denunciare l'accaduto alle forze dell'ordine.
Subito sono scattate le indagini e dopo un mese si è giunti all'arresto del 19enne.
Una sua impronta è stata trovata sul cellulare e sugli occhiali della vittima.
A casa del giovane, sono stati trovati anche gli indumenti che indossava, giorno dell'aggressione, e la forcella della bicicletta della vittima.
Nelle scorse settimane in Questura è stata sentita una donna che ha riferito di un episodio simile avvenuto il 20 maggio, sempre sullo stesso tratto di ciclabile.
Un uomo aveva provato ad abusare di lei, ma era riuscita a fuggire.
Si indaga per capire se i due episodi sono collegati.
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