Pico della Mirandola e la “Vita Quieta”: Il ‘buen retiro’ segreto del filosofo riscoperto a Corbola
Da oltre 13 anni Sergio Poletti ha scoperto che Giovanni Pico, la Fenice degli Ingegni, aveva come buen retiro, il paese di Corbola (un tempo ferraese, sotto Ercole i d'Este, ora rodigino). Lo studioso mirandolese ha pubblicato vari saggi sulla vita del filosofo, che colà aveva ben 5 grandi possessioni, altrettante dimore in grado di ricevere amici come Lodovico il Moro, Ermolao Barbaro, il Poliziano, Crinito, ecc. ed essere vicino alla sua ultima amata, tale Marzia, conosciuta a Ferrara.
L'ultimo libro, pubblicato dal Comune di Corbola, con inediti e tante illustrazioni a colori, pubblicato da Baraldini di Massa Finalese, s'intitola "L'ultragenio Giovanni Pico della Mirandola" e racconta aspetti umani del personaggio: filosofo, poeta, cabalista-cristiano, difensore della dignità dell'uomo, teologo, filologo, matematico, che purtroppo morì avvelenato a Firenze a soli 31 anni,, dopo essere stato per oltre tre mesi nel paese rodigino, dove scrisse-tra l'altro- quella bella poesia, intitolata "la vita quieta".
E Corbola avrà come sottotitolo nei cartelli stradali "Il paese della vita quieta", attirando molti visitatori da quando Poletti l'ha valorizzato. Valorizzazione che gli ha fatto meritare la "cittadinanza onoraria". Il sindaco , architetto Michele Domeneghetti, ha consegnato allo storico la targa e le chiavi della cittadina, durante una presentazione che ha reso protagonista il Nostro assieme alla studiosa Murano, la quale ha rintracciato, recentemente, i vari cataloghi della libreria lasciata dal filosofo, ereditata dal fratello Anton Maria e venduta al cardinale Grimani, di Venezia
La lectio magistralis della Murano è stata seguita al teatro di Corbola dagli studenti dei licei di Adria e Rovigo, giunti in pullman. Seguiranno altre manifestazioni nel paese di adozione di Giovanni Pico, che qui apprezzò la vita lontana dalla corti, dal 1480 al 1494.
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