Questione settentrionale, Patto per il Nord Emilia: “Il centrodestra rischia di farsela scippare”
MODENA - Le recenti dichiarazioni del presidente del Pd Stefano Bonaccini sulla necessità di aprire un confronto interno alla sinistra sulla questione settentrionale confermano un dato politico ormai evidente: il tema del Nord è tornato centrale nel dibattito nazionale, dopo anni di rimozione e ambiguità.
A dichiararlo in una nota è Patto per il Nord.
Un terreno che il centrodestra, oggi privo di una forza capace di rappresentare in modo organico e coerente le istanze delle regioni più produttive del Paese, rischia seriamente di perdere, lasciando spazio a nuove proposte politiche radicate nei territori.
“Il centrodestra ha abbandonato da tempo la battaglia sul Nord, limitandosi a slogan e propaganda, mentre imprese, lavoratori e amministratori locali chiedono risposte concrete su autonomia, fiscalità e sviluppo – afferma Riad Ghelfi, segretario regionale di Patto per il Nord Emilia –. Questo vuoto di rappresentanza è sotto gli occhi di tutti e sta producendo un crescente distacco tra la politica nazionale e il tessuto produttivo settentrionale”.
Il Nord, e in particolare Lombardia, Veneto ed Emilia, esprime oggi una fetta significativa di elettorato che non si riconosce né nel populismo urlato né nelle ricette centraliste della sinistra e che negli ultimi anni ha scelto l’astensione come unica forma di dissenso.
“È proprio in questo spazio – prosegue Ghelfi – che Patto per il Nord sta costruendo un consenso trasversale, fondato su una proposta federalista moderna, credibile e radicata nei territori. Non ci interessa occupare uno spazio nostalgico, ma dare finalmente voce a chi produce ricchezza e chiede responsabilità, autonomia e rispetto per il lavoro del Nord”.
“Chi oggi riscopre la questione settentrionale lo fa perché sente che qualcosa si è rimesso in moto. La partita è aperta e Patto per il Nord è pronto a giocarla fino in fondo”, conclude Ghelfi.
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