Cispadana, “Patto per il Nord”: “Basta scaricabarile tra Pd e Governo”
Nota stampa di "Patto per il Nord" sul tema Cispadana:
"Il dibattito riaperto in questi giorni sulla Cispadana dimostra ancora una volta come, da troppi anni, la politica continui a rimpallarsi responsabilità senza arrivare a una soluzione concreta per il nostro territorio. Il Partito Democratico attacca la destra e chiede chiarezza, ma dimentica che la Regione Emilia-Romagna è stata governata dal PD per decenni. Eppure, nonostante promesse e annunci, l’infrastruttura è rimasta bloccata. Allo stesso tempo anche il Governo nazionale deve assumersi le proprie responsabilità. Al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini chiediamo di passare dalle promesse ai fatti: prima di inseguire grandi opere simboliche come il Ponte sullo Stretto, sarebbe opportuno intervenire sulle infrastrutture che servono davvero ai territori produttivi del Nord".
«Da trent’anni assistiamo allo stesso copione: promesse, rimpalli di responsabilità e zero risultati concreti», dichiara Riad Ghelfi, segretario regionale di Patto per il Nord Emilia. «La Bassa modenese ospita uno dei distretti biomedicali più importanti d’Europa e un tessuto industriale che continua a creare lavoro e ricchezza. Eppure le nostre imprese sono ancora penalizzate da infrastrutture inadeguate. È arrivato il momento di smettere di discutere e realizzare finalmente un collegamento efficiente».
Patto per il Nord ritiene infatti che sia necessario uscire dall’impasse ideologica che ha paralizzato il progetto per anni.«La soluzione non è un’autostrada costosa e complicata», aggiunge Ori Daniele, responsabile di Patto per il Nord Mirandola. «Serve una strada a scorrimento veloce moderna ed efficiente, che migliori davvero la viabilità della Bassa modenese e colleghi in modo rapido il nostro territorio alle principali direttrici regionali. È una richiesta che arriva da imprese, lavoratori e cittadini».Per Patto per il Nord la priorità è chiara: dare finalmente al territorio le infrastrutture necessarie per sostenere la crescita economica.«La Bassa modenese non chiede privilegi», conclude Ghelfi. «Chiede semplicemente le condizioni per continuare a produrre ricchezza e lavoro per tutto il Paese».
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