Farmaci, Murelli (Lega): “Ridurre i tempi di approvazione”
(Adnkronos) - "Affrontiamo il tema dell’economia della salute non solo come una questione sanitaria ma come leva strategica per il Paese, per la comunità industriale e per la comunità di cittadini. Il punto è sempre uno: prevenire è meglio che curare, tanto per i giovani quanto per gli anziani attivi, e dentro questa visione, l’innovazione è il motore principale. Ma da sola non basta, deve essere accessibile, sia dal punto di vista del dispositivo medico, sia dal punto di vista del farmaco. Il cap di residenza diventa una discriminante, questo nel 2026 non è accettabile”. Lo ha detto Elena Murelli (Lega), commissione permanente del Senato, all’incontro ‘Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction’, promosso a Roma da Gsk e Adnkronos, con il patrocinio di Farmindustria. "Quanto alle priorità necessarie per abilitare l’innovazione garantendo sostenibilità all’accesso, penso che le direttrici principali siano quattro. Innanzitutto ci deve essere semplificazione e velocizzazione dei processi autorizzativi, tanto per il farmaco quanto per il dispositivo medico. È necessario lavorare su percorsi regolari più snelli, mantenendo rigorosi gli standard di sicurezza ma riducendo i tempi burocratici. I famosi 436 giorni di approvazione di un farmaco in Aifa sono sicuramente in media rispetto all'Europa, ma non basta. Se noi pensiamo che un farmaco può salvare una vita o cambiare una vita - prosegue Murelli - dobbiamo fare in modo che questi giorni vengano ridotti. È stato limitato il tempo di incardinamento, di documentazione e valutazione che deve essere fornita ad Aifa, ma non è stato accorciato il tempo di approvazione del farmaco-test". "Per quanto riguarda i farmaci curativi, c'è il periodo famoso dei 100 giorni, ma molto spesso non è stato rispettato. Questo non può succedere, i farmaci innovativi spesso cambiano la vita alle persone". "In secondo luogo - sostiene Murelli - bisogna garantire equità di accesso su tutto il territorio nazionale, non possiamo accettare che l'accesso alle cure innovative dipenda dalla regione in cui si vive. Oggi ci sono ancora differenze significative nei tempi, nelle modalità, per un maggior coordinamento a livello nazionale bisogna utilizzare strumenti che assicurino l’omogeneità valorizzando le migliori pratiche regionali. Terza e quarta direttrice la sostenibilità intelligente, che permette di investire sui modelli di valutazione, ed il rafforzamento della ricerca e della produzione in Italia".
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