Irrigazioni: aumentato del 25% in un anno il consumo di acqua del Polo Pilastresi
Quello dell’emergenza idrica è un problema gravissimo. Ce lo ripetono da anni, lo leggiamo ovunque, ma sembra che tendiamo a sottovalutare questa vertenza. Forse perché non abbiamo voglia di pensare alle possibili conseguenze. Invece è bene tenere occhi e orecchie aperte su questo tema, perché a causa della siccità è già in atto una fase di adattamento. E no, le piogge che sono cadute in questi giorni non provano che “la siccità non esiste”, anche questo ce lo ripetono da anni e ormai avremmo dovuto capirlo. Piogge anche forti, ma non costanti non risolvono il problema, perché i terreni che soffrono per la mancanza d’acqua diventano impermeabili. Le violente precipitazioni che investono il nostro territorio ogni tanto, oltre a provocare i danni che sono sotto agli occhi di tutti, confermano solo che il cambiamento climatico c’è ed è in atto da anni. Per parlare di siccità partiamo allora dal quadro che il Consorzio della Bonifica Burana ci ha offerto in merito alla Bassa e ai territori limitrofi allo stato attuale.
Dati preoccupanti
Nell’estate 2026, nel modenese, le precipitazioni si sono fermate a 81,44 millimetri, registrando un calo del 45% rispetto alla media tipica del periodo, che ammonta a 146,8 millimetri. Valori, questi, che hanno un forte impatto sulle 45 produzioni agroalimentari DOP e IGP e sulle 30 denominazioni vitivinicole dell’area di riferimento del Consorzio. Certo, al 31 agosto il sistema legato all’impianto di Sabbioncello - ovvero quello che serve la Bassa modenese – si è mantenuto in linea con i valori del 2025, pompando oltre 110 milioni di metri cubi d’acqua (comunque tanti). Va detto però che il Polo Pilastresi, ovvero quello che irriga prevalentemente territori nel ferrarese, di metri cubi ne ha pompati 197 milioni. Il 25% in più rispetto al 2025. Un dato sicuramente allarmante. Non aiuta l’aumento delle temperature. In agosto a Modena abbiamo avuto la media più alta mai registrata: 29,5 gradi. Se poi consideriamo le massime giornaliere arriviamo a circa 42 gradi, perdurati anche per settimane, stando ai dati dell’Osservatorio Geofisico dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Non solo agosto: guardando la media stagionale, l’estate appena trascorsa è la più calda mai registrata a Modena, con una temperatura media di 28,4 gradi. Ve la ricordate la “terribile” estate del 2003? All’epoca la media si era fermata a 28 gradi. Gli anni ‘90, quando la media era di 25 gradi, sembrano un lontano, temperato, triste ricordo.
Le soluzioni messe in campo
Per fronteggiare questa crisi il Consorzio della Bonifica Burana ha lavorato al massimo della capacità, come abbiamo già visto dai milioni di metri cubi d’acqua prelevati per irrigare. Soldi e nuove infrastrutture hanno consentito al nostro territorio di combattere la siccità. Attraverso quasi 200 milioni di euro del PNRR, negli ultimi anni il Consorzio ha realizzato opere importanti per contrastare l’emergenza idrica e migliorare la tenuta del sistema irriguo. Ricordiamo ad esempio il nuovo impianto di Staggia, in funzione da aprile e concepito per conservare acqua. Nel 2026 si sono conclusi anche gli interventi di ammodernamento delle canalette e dei sistemi irrigui di Nonantola e Ravarino, di Fossalta, Sermide, Felonica e Bondeno e del distretto di Sabbioncello, Diversivo Burana, vale a dire dell’area che interessa la Bassa modenese e Bomporto. I vantaggi? Un risparmio di acqua che va dal 20% al 40%. “L’obiettivo è ridurre perdite e consumi limitando il rischio desertificazione – spiega una nota del Consorzio della Bonifica Burana – Impianto di Staggia e ammodernamento dei sistemi irrigui sono stati finanziati dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, da Next Generation EU e Italia Domani (PNRR). Solo attraverso un’adeguata pianificazione e la prevenzione infrastrutturale è possibile fronteggiare le crescenti sfide imposte dall’emergenza climatica”.
Foto sotto: siccità presso l'impianto Pilastresi
Foto sotto: scarsità d'acqua in zona Sabbioncello
Foto sotto: impianto di Sabbioncello dopo i lavori di ammodernamento
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