La favola bella del calcio della Bassa, il Medolla San Felice scala la classifica e sale in Eccellenza
C’è una squadra che, in appena cinque anni, ha riscritto le gerarchie del pallone dilettantistico modenese. È il Medolla San Felice, che domenica 19 aprile, battendo 3-1 lo Sporting Scandiano nella terzultima giornata del Girone B di Promozione, ha conquistato con due turni di anticipo una storica promozione in Eccellenza. Un traguardo straordinario, arrivato al termine di una stagione da incorniciare e reso ancora più significativo dal fatto che si tratta del primo anno di vita della nuova società nata dalla fusione tra Medolla e San Felice.
Allo stadio “Bergamini” è stata festa grande, condivisa da istituzioni e tifosi. «L’Amministrazione comunale e la cittadinanza si congratulano con il Medolla San Felice per la vittoria del campionato – ha dichiarato l’assessore allo Sport Paolo Pianesani – abbiamo vissuto una grande giornata per il calcio locale. Complimenti alla nuova società per il lavoro svolto nei due paesi».
Ma dietro a questo successo c’è molto di più di una stagione perfetta. C’è una cavalcata che ha pochi precedenti: dalla Terza categoria all’Eccellenza in cinque anni, con tre campionati vinti consecutivamente. I numeri parlano chiaro: 318 punti in 140 partite, una media di 2,2 a gara, appena 17 sconfitte, di cui solo 4 negli ultimi tre anni con Alessandro Semeraro in panchina.
«Sono numeri che fanno venire la pelle d’oca e che dimostrano che nulla arriva per caso – racconta il patron Giovanni Levati –. Quando siamo arrivati a Medolla nel 2021 la società era azzerata, abbiamo ricostruito tutto da zero. La fusione con San Felice è stata il capolavoro: due paesi che remano nella stessa direzione, due centri sportivi e un settore giovanile che garantisce futuro».
Una stagione partita senza pressioni e diventata, strada facendo, qualcosa di molto più grande. «Da neopromossa già i playoff sarebbero stati un successo – spiega Levati – ma quando ci siamo trovati in testa dopo il girone d’andata abbiamo capito che potevamo provarci davvero. A quel punto sono arrivati rinforzi importanti per inseguire il sogno».
Ora, però, arriva la parte più delicata. Ai ragazzi aspetta un anno nel “paradiso” dell’Eccellenza, il massimo campionato regionale, un palcoscenico affascinante ma anche impegnativo. Poi si vedrà. Perché salire è difficile, ma restare lo è ancora di più: i costi aumentano sensibilmente, gli investimenti richiesti sono importanti e il rischio, nel calcio dilettantistico, è sempre dietro l’angolo.
La storia recente insegna che realtà anche ambiziose possono faticare a reggere l’urto della categoria. In provincia non sono mancati casi di società che, dopo aver raggiunto livelli alti del calcio regionale, hanno dovuto ridimensionarsi o ripartire dalle categorie inferiori negli anni successivi, come testimoniano i percorsi altalenanti di diverse realtà locali, che tornano nei campionati minori dopo stagioni in categorie superiori .
Per il Medolla San Felice, dunque, la favola continua. Con entusiasmo, solidità e un progetto che fin qui ha dimostrato di saper guardare lontano. Senza dimenticare che il calcio della Bassa, da sempre, vive di sogni… ma anche di equilibrio.
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