Miscusi (Mur): “Verso nuovi percorsi post-specialistici”
(Adnkronos) - "Stiamo vivendo un periodo in cui il ministero riflette sui percorsi formativi specialistici in area medica e si sta discutendo sulla possibilità di riformare gli stessi anche in accordo con il ministero della Salute, ma quello che stiamo cercando di capire è come produrre competenze specifiche; ciò significa adeguarsi nel prossimo futuro a costruire percorsi formativi adeguati". Così Massimo Miscusi, direttore generale per le Specializzazioni sanitarie, i dottorati di ricerca e altra formazione post-universitaria del ministero dell'Università e della Ricerca, al convegno per la XXII Giornata mondiale dell'emofilia (17 aprile), promosso da FedEmo a Roma. In merito allo sviluppo di nuovi strumenti proprio per favorire percorsi più flessibili, Miscusi sottolinea: "Stiamo ragionando insieme al ministero della Salute su questa possibile riforma futura del sistema. Di sicuro - spiega - troverà spazio la necessità di identificare, non solo all'interno dei percorsi formativi delle scuole di specializzazione, ma anche nei percorsi di sub specializzazione, quello che è il cosiddetto modello di diploma supplement: ciascuno specializzando, alla fine del proprio percorso, avrà un riconoscimento di una particolare competenza acquisita. Ma stiamo ragionando anche in termini più ampi, adeguandoci a quella che è l'abitudine e la prassi dei Paesi più avanzati dal punto di vista della formazione medica, creando dunque percorsi di formazione professionale post specialistica". "A valle delle scuole di specializzazione - prosegue Miscusi - giovani medici già specialisti potranno in qualche modo approfondire alcune tematiche e acquisire ulteriori competenze, secondo il modello delle fellowship cliniche che sono attualmente in uso in molti paesi occidentali avanzati da un punto di vista della formazione medica. Quindi entrambe queste fattispecie sicuramente ci aiuteranno a creare delle figure professionali con caratteristiche specifiche che potranno essere più utili per il sistema sanitario nazionale a seconda delle esigenze che la salute ci chiederà", concude.
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