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05 Novembre 2026
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Aimag, per il comitato: “Senza un patto di sindacato sono esposti al rischio di revoca i servizi pubblici attuali”

CARPI - Pubblichiamo la nota del comitato "Aimag per il territorio", sulla conferenza stampa tenutasi sabato 9 maggio, dal titolo “Aimag. Il tempo delle scelte”.

ACCENDIAMO UN FASCIO DI LUCE SULLE SCELTE CHE SI PROFILANO PER AIMAG

 

  • Il contesto: perché sul tema Aimag tutto tace?

A sette mesi dalla bocciatura delle Corti dei Conti del Progetto che Consiglio di Amministrazione, Direzione e Sindaci hanno confezionato nei tre anni di mandato e che avrebbe dovuto far confluire Aimag in Hera, non sono emerse pubblicamente nuove linee di azione per orientare il futuro di Aimag nel pieno rispetto del quadro normativo vigente.

Si desidera forse addormentare l’attenzione sul tema per meglio addomesticarlo?

L’attuale Consiglio di Amministrazione nominato nel 2023 da 6 Sindaci su 21 e 2 soci privati con il mandato implicito nelle delibere di quei comuni di consegnare la gestione dell’azienda a un direttore indicato da Hera e ad amministratori nominati con il concorso determinante della stessa, è ancora in carica nonostante le evidenti responsabilità, le “illegittimità e deviazioni” del Progetto sottolineate dai pareri delle Corti dei Conti.

E’ forse il senso di responsabilità condivisa dagli stessi Sindaci che hanno sostenuto il Progetto ad aver inibito le doverose iniziative di rinnovo e rilancio della governance di Aimag?

  • Le attese: il patto di sindacato e il rinnovo del C.d.A.

Risulta difficile comprendere il ritardo col quale si affronta l’approvazione del bilancio di Aimag 2025, l’approvazione del Patto di Sindacato, il rinnovo del C.d.A. arrivato alla scadenza naturale del triennio; stante anche la raccomandazione della Corte dei Conti che sottolinea come l’assenza di un patto di sindacato abbia privato Aimag del requisito di controllo pubblico congiunto della Società.

Senza un patto di sindacato sono esposti al rischio di revoca i servizi pubblici attuali (Idrico integrato, raccolta e trasporto, distribuzione gas e teleriscaldamento) e gli eventuali futuri affidamenti.

L’approvazione del Patto di Sindacato nei Consigli comunali prima del bilancio è inoltre necessaria per definire la composizione del C.d.A. se si vuole riaffermare la volontà di mantenere saldamente in mano ai Comuni la governance e il controllo pubblico formale e sostanziale dell’assemblea e della Società.

  • Sulla composizione del Cda

Al proposito risulterebbe inopportuna la permanenza nel C.d.A. di un membro di provenienza del socio privato per diversi motivi:

- per gli affidamenti diretti di servizi pubblici attuali e futuri, i soci privati non possono prendere parte a decisioni attinenti a quegli specifici servizi e non possono percepire utili derivanti dagli stessi servizi. Risulta evidente che, salvo artifici di dubbia trasparenza, è inopportuna la presenza in C.d.A di membri riconducibili a soci privati;

- la somma di competenze, influenze, e possibili strategie, congiunte con presenze di amministratori nominati dal socio privato o comunque riconducibili allo stesso nel C.d.A di Aimag e di Sinergas, unitamente alla presenza di una direzione generale proveniente dallo stesso socio, favorirebbe una sua influenza dominante;

- nel caso di trattative per accordi industriali, contratti per forniture, prestazione di servizi, joint venture, cessioni di rami d’azienda, di società controllate o dell’intera società con o senza gare ad evidenza pubblica potrebbe sorgere un conflitto di interesse e, in ogni caso, renderebbe più debole, ambigua, non trasparente, meno aperta alla concorrenza la posizione di Aimag con conseguente possibile danno economico erariale.

- Sul senso dei servizi pubblici locali

Auspichiamo che non serpeggino ancora dubbi e ripensamenti sul mantenimento del controllo pubblico sostanziale e formale, che consideriamo non rinunciabile almeno per il futuro più prossimo, tanto più in una situazione nazionale e mondiale che rende difficile fare previsioni a medio /lungo termine sulla tenuta dell’assetto normativo, economico e finanziario.

L’ampio schieramento politico che contraddistingue le 21 amministrazioni comunali, nella ricerca di una difficile unanimità, le ha forse compattate su una visione di un futuro utilitaristico, su un pensiero breve che chiude la porta ad un “Pensiero Politico” sul governo dei servizi pubblici essenziali per le collettività locali più attento ai valori e alle aspettative espresse da queste comunità. Il risultato che ne emergerebbe va nella direzione di una propensione a considerare questi servizi come pura fonte di accaparramento di utili con risorse prelevate dal territorio per darli in dotazione a una società di rilievo nazionale affinché li faccia fruttare al massimo e ne tragga profitto per sé ricevendone poi gli utili derivanti dalla partecipazione azionaria o eventualmente incassando i proventi dalla cessione. I servizi pubblici verrebbero così considerati nella prospettiva che in gergo manageriale si definisce cash cow, ovvero mucche da mungere.

  • Le prospettive manageriali

Uno dei motivi della bocciatura del Progetto è rappresentato dalla mancanza di alternative e di confronto con possibili altri competitor.

Prospettive di sviluppo costantemente orientate al ribasso, con sottovalutazione del valore di Aimag, esasperata sfiducia sulle sue capacità economico-finanziarie, puntualmente smentita dai risultati di bilancio, ed effetto spauracchio sulle gare giudicate incombenti non consentono di sviluppare piani industriali equilibrati e dinamici da gestire in sintonia con l’evolvere rapido e a volte contraddittorio del contesto locale e nazionale.

Riteniamo sbagliato il confronto sistematico con piani stand alone per concludere poi che Aimag da sola non ce la può fare. Aimag non deve stare chiusa in sé stessa. Occorre abbandonare l’attuale atteggiamento rinunciatario per alzare lo sguardo verso opportunità di collaborazioni industriali aperte con partner industriali interessati su singoli settori, impianti, attività commerciali e rami d’azienda accettando, ove occorresse, anche partenariati di minoranza, purchè portatori di sviluppo.

Cessioni parziali o totali di attività o servizi sono da valutare con attenzione alla struttura societaria complessiva che è sempre stata del tipo multiservizi godendo di una diversificazione delle attività che ha consentito di superare i diversi stress indotti per lo più da cause esterne. Il bilanciamento tra margini operativi prodotti da servizi regolati e quelli prodotti dalle altre attività a mercato è stato alterato negli ultimi anni da diverse cause sia esterne, sia interne, non ultime le chiusure prolungate di impianti di trattamento e recupero rifiuti e i ritardi nell’attivazione di investimenti produttivi.



  • Per scelte in trasparenza

Sentiamo l’esigenza di un confronto aperto e chiarificatore tra soci pubblici e cittadinanza su questioni fondamentali che di fatto orientano le decisioni sul futuro di Aimag: l’azienda non è proprietà dei sindaci e dei consigli comunali, bensì della comunità locale, che li ha delegati pro-tempore e che è giusto possa vedere in controluce le scelte che le amministrazioni si propongono di prendere in ambiti che incidono profondamente sulla qualità della vita delle persone.

In primo luogo è necessario definire le priorità sulla governance e gestione di servizi pubblici in generale e di quelli essenziali come l’Idrico Integrato e l’Ambiente, inteso non solo come raccolta e trasporto, ma nella sua intera filiera di trattamento-recupero-smaltimento. I patrimoni di competenze, conoscenze, rapporti consolidati con il tessuto economico e sociale del territorio, il patrimonio umano e il patrimonio economico accumulati nel tempo devono essere mantenuti al servizio prioritario di questa comunità o è preferibile conferirli in una struttura societaria di respiro nazionale in grado di promettere un ritorno maggiore in termini di dividendi?

I rapporti con il socio privato Hera non sono mai stati chiariti. Il fallimento delle aspettative espresse in occasione della gara per la cessione del 25% delle azioni ordinarie, è imputabile a nostro giudizio alla pretesa costantemente reiterata nel corso degli anni da Hera, di assumere il controllo esclusivo di Aimag. A causa di questo atteggiamento, la partecipazione nel pacchetto azionario di un socio privato, più che una opportunità rappresenta invece un limite allo sviluppo di Aimag come dimostrato dalla bocciatura dell’ultimo Progetto che questo socio ha presentato con l’accondiscendenza di Sindaci, Amministratori e Direzione generale. Ora è giunto il momento di improntare le trattative con Hera in modo meno remissivo e cercando di superare questa sua imposizione anche aprendo ad alternative capaci di suscitare l’interesse e la concorrenza di altre società su partnership più consone agli interessi di Aimag e alla maggior valorizzazione dei propri assets.

Riteniamo importante che tutto questo sia portato all’attenzione della comunità, sollecitandone l’interesse piuttosto che sperare che si distragga dimenticando l’argomento.

 

 


Leggi anche: Aimag. Il tempo delle scelte, conferenza a Carpi sabato 9 maggio

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