Ausl Modena, Pulitanò e Arletti (FdI): “Chiarire perché la procreazione assistita ha un costo superiore alla media regionale”
Chiarire i motivi per cui la procreazione medicalmente assistita all’Ausl di Modena ha un costo maggiore rispetto alla media regionale, a fronte di ricavi esigui, e precisare quanti pazienti siano stati presi in carico negli anni 2023 e 2024 in provincia di Modena. A chiederlo è Fratelli d’Italia con un’interrogazione a firma dei consiglieri regionali Ferdinando Pulitanò e Annalisa Arletti.
“Dall’analisi dei dati relativi alla procreazione medicalmente assistita, emerge per l’Ausl di Modena una spesa complessiva di 918.751 euro, cifra che rappresenta uno dei costi più elevati a livello regionale, superando nettamente realtà come l’Auls di Bologna (406.402 euro) o l’Ausl di Reggio Emilia (496.156,85 euro). Inoltre, a fronte di questo investimento massiccio, i ricavi attribuiti all’Ausl di Modena risultano essere estremamente esigui, pari a soli 1.539,90 euro”, spiegano i consiglieri che ricordano che “altre realtà regionali pur a fronte di costi elevati, mostrano una capacità di attrazione e ricavo differente, ad esempio l’Ausl Romagna, che genera ricavi per 651.581 euro, o l’Ausl Ferrara con 110.987 euro”.
Da qui l’atto ispettivo per chiedere all’esecutivo le motivazioni di un costo operativo così elevato per l’Ausl di Modena rispetto alla media regionale, e come si giustifichi il valore dei ricavi “che appare del tutto marginale e sproporzionato rispetto alla spesa sostenuta”.
A fronte di una rete dei servizi di procreazione medicalmente assistita fortemente parcellizzata su base distrettuale, con costi ripartiti tra Modena (274.650,15 euro), Carpi (138.015,15 euro), Mirandola (75.562,55 euro), Sassuolo (150.975,95 euro), Pavullo (24.534,15 euro), Vignola (131.917,15 euro) e Castelfranco Emilia (123.095,90 euro), i consiglieri chiedono anche “se la scelta politica di mantenere una distribuzione dei costi così capillare su tutti i distretti modenesi, sia ritenuta efficiente sotto il profilo del rapporto costi/benefici o se non si renda necessario un piano di razionalizzazione dei centri per aumentare la massa critica e la redditività del servizio”.
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