Crisi Gambro-Vantive di Medolla, i parlamentari modenesi del Pd: “Il Governo intervenga subito”
MEDOLLA - I parlamentari modenesi del Partito Democratico Enza Rando, Stefano Vaccari e Maria Cecilia Guerra esprimono piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Gambro di Medolla, alle loro famiglie e all’intera comunità medollese, colpita da una situazione di forte incertezza industriale e occupazionale:
"La decisione dell’azienda di interrompere il confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e il conseguente sciopero proclamato dai lavoratori, rappresentano un fatto gravissimo che impone una risposta immediata e concreta da parte delle istituzioni nazionali. Parliamo di uno dei poli biomedicali più importanti del Paese – dichiarano i parlamentari democratici – e non è accettabile che centinaia di lavoratrici e lavoratori vengano lasciati senza certezze sul futuro produttivo e occupazionale del sito di Medolla. È necessario che l’azienda torni immediatamente al tavolo di confronto e fornisca garanzie chiare sul percorso di transizione industriale, sugli investimenti e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali".
Rando, Vaccari e Guerra sottolineano inoltre la responsabilità diretta del Governo, che non può limitarsi a un ruolo notarile di fronte a una vertenza strategica per il territorio modenese e per l’intero comparto biomedicale nazionale: “Il Governo ha il dovere di far sentire con chiarezza la propria voce – proseguono – richiamando con forza l’azienda alle proprie responsabilità sociali e industriali. Servono iniziative immediate per riaprire il confronto e accompagnare una transizione che deve essere governata, trasparente e condivisa, senza scaricare i costi sui lavoratori e sulle comunità locali.”
I parlamentari Dem ribadiscono il pieno sostegno alle iniziative sindacali e alle istituzioni del territorio impegnate nella gestione della crisi, a partire dal Comune di Medolla e dagli amministratori della Bassa modenese: “La tutela dell’occupazione, della continuità produttiva e delle competenze costruite in questi anni deve rappresentare una priorità nazionale. Il biomedicale modenese è un patrimonio strategico del Paese e va difeso con responsabilità e visione industriale".
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