Infermieri, un futuro a rischio: entro in 4 anni l’Italia ne perderà centomila
MODENA – La Giornata mondiale degli infermieri si celebra quest’anno in un clima di profonda incertezza. Il settore infermieristico italiano attraversa una crisi senza precedenti, segnata da una cronica carenza di organico e da retribuzioni che restano inferiori di circa 13mila dollari rispetto alla media dei colleghi nei paesi OCSE.
I dati diffusi dal sindacato Nursing Up delineano uno scenario quasi drammatico: un "codice rosso" permanente per il sistema sanitario nazionale, dove per ogni tre professionisti che vanno in pensione se ne assume soltanto uno. Un vero e proprio default generazionale che, secondo le stime, porterà alla perdita di 100mila unità entro i prossimi quattro anni, mentre ne mancherebbero già 175mila per allinearsi agli standard europei.
A pesare è soprattutto il crollo delle vocazioni: negli ultimi quindici anni, gli aspiranti infermieri sono diminuiti del 54%. Nonostante oggi la professione offra percorsi di carriera moderni, possibilità dirigenziali e libera professione, il lavoro sembra aver perso attrattività agli occhi dei giovani.
L’Ordine professionale, pur condividendo la preoccupazione per i numeri, invita però a non cedere al catastrofismo e a rilanciare la nobiltà del ruolo. Anche la Regione sottolinea l’urgenza di garantire maggiori tutele, sia sul fronte salariale sia su quello della sicurezza sul lavoro.
Per accendere i riflettori su queste sfide e chiedere interventi concreti, oggi pomeriggio alle 16:00 si terrà un presidio in piazza Mazzini a Modena. Un momento di mobilitazione per ribadire che, senza infermieri, è la tenuta stessa della sanità pubblica a essere a rischio.
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