La Lega rilancia: “Revoca del permesso di soggiorno a chi delinque”. Scontro politico dopo i fatti di Modena
Matteo Salvini torna a spingere su sicurezza e immigrazione. Dopo i drammatici fatti avvenuti a Modena, il leader della Lega ha annunciato di aver affidato a un gruppo di giuristi il compito di definire una proposta che punta alla revoca del permesso di soggiorno per gli stranieri che commettono reati, con conseguente espulsione immediata.
Secondo quanto riferito in una nota ufficiale del Carroccio, l’obiettivo sarebbe quello di introdurre un sistema “sul modello della patente a punti”, capace di rendere automatico il ritiro del titolo di soggiorno nei confronti di chi si rende responsabile di reati gravi. “Il permesso di soggiorno concesso a un immigrato è un atto di generosità e fiducia da parte del popolo italiano: se questa fiducia viene tradita, revoca del permesso ed espulsione devono diventare la regola”, si legge nel comunicato diffuso dalla Lega.
La proposta arriva all’indomani dell’investimento di massa avvenuto a Modena, episodio che ha acceso nuovamente il dibattito politico nazionale sul tema della sicurezza urbana e dell’immigrazione. Tuttavia, le dichiarazioni di Salvini hanno immediatamente provocato tensioni anche nella maggioranza di governo.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha infatti replicato sottolineando che il presunto responsabile dei fatti di Modena sarebbe cittadino italiano, nato a Bergamo, e dunque non soggetto alle norme sul permesso di soggiorno. “Chi è stato protagonista dell’evento di ieri non aveva un permesso di soggiorno, è cittadino italiano”, ha precisato Tajani.
Nonostante questo, la Lega ha ribadito la volontà di portare avanti la proposta. Salvini ha inoltre ricordato che alla Camera sarebbe già in discussione una proposta di legge, a prima firma del deputato Igor Iezzi, sulla possibile revoca della cittadinanza per stranieri coinvolti in reati particolarmente gravi.
Una proposta già anticipata nei mesi scorsi
L’idea del “permesso di soggiorno a punti” non è nuova. Salvini ne aveva parlato già nei mesi scorsi, spiegando di voler introdurre un sistema simile a quello della patente di guida: chi commette reati o infrazioni perderebbe progressivamente “punti”, fino alla possibile espulsione dal territorio italiano.
La misura, tuttavia, divide il mondo politico e giuridico. I sostenitori ritengono che possa rappresentare un deterrente contro la criminalità e uno strumento di maggiore controllo sull’immigrazione irregolare. I critici, invece, parlano di rischio discriminazione e sottolineano le difficoltà costituzionali e giuridiche di un sistema che colleghi automaticamente il diritto al soggiorno alla commissione di reati, soprattutto nei casi in cui siano coinvolti cittadini ormai stabilmente integrati nel Paese.
Nel frattempo il dibattito politico resta acceso, anche perché la proposta arriva in un momento di forte tensione sul tema sicurezza, con Modena finita al centro dell’attenzione nazionale.
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