Medicina personalizzata, in bici sulla via Francigena per prevenzione e ricerca contro il cancro
(Adnkronos) - La lotta al cancro passa anche dalla storica Via Francigena. La strada, che per secoli è stata percorsa da pellegrini e viandanti, viene ora attraversata da 6 ciclisti: partiti da Brindisi il 2 maggio arriveranno a Roma domenica 10 per un totale di 721 chilometri in 9 tappe giornaliere. L’obiettivo dell’iniziativa - promossa di Fmp, Fondazione per la medicina personalizzata - è coinvolgere chi ama lo sport e la vita all’aria aperta, sensibilizzando cittadini e istituzioni sull’importanza della prevenzione e del sostegno alla ricerca scientifica. Il tour in bici - giunto alla seconda edizione - rappresenta anche un modo concreto per avvicinare il grande pubblico ai temi della medicina personalizzata: un approccio innovativo - informa una nota - che non riguarda soltanto terapie, sempre più mirate e costruite sulle caratteristiche biologiche di ogni paziente, ma anche la promozione di percorsi di prevenzione e salute calibrati sui bisogni della persona. In questo contesto, l’attività fisica regolare rappresenta uno dei principali strumenti di prevenzione e benessere. “Il nostro impegno è da sempre incentrato sul ripensare l’approccio tradizionale alle cure, studiando soluzioni sempre più personalizzate per ogni singolo paziente - afferma Paolo Marchetti, presidente della Fmp – Negli ultimi anni le conoscenze sulla biologia dei tumori sono cresciute enormemente. Oggi sappiamo che dietro la parola ‘cancro’ esistono molte malattie differenti, ciascuna con specifiche caratteristiche cliniche e molecolari. Questo significa che ogni paziente deve essere affrontato in maniera sempre più mirata e multidisciplinare. La ricerca medico-scientifica rappresenta la chiave per sviluppare terapie innovative e migliorare concretamente qualità della vita, possibilità di sopravvivenza e prospettive di guarigione. Ogni donazione contribuisce a costruire un futuro migliore per milioni di persone che convivono con una malattia oncologica”. Attraverso questo progetto “vogliamo inoltre diffondere la cultura della prevenzione e promuovere uno stile di vita attivo e consapevole - sottolinea Marchetti - Lo sport praticato con regolarità rappresenta infatti un importante alleato della salute e può contribuire alla riduzione del rischio di numerose patologie, incluse diverse forme tumorali, oltre a favorire il benessere fisico e psicologico anche durante e dopo i percorsi di cura. Il viaggio in bicicletta lungo la Via Francigena del Sud, quindi, non solo è un’esperienza sportiva, ma soprattutto un gesto concreto di solidarietà, partecipazione e sostegno alla ricerca. Ringraziamo i nostri atleti per il prezioso contributo e auguriamo loro buon viaggio”.
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