Aimag, Pd Mirandola: “Due domande semplici e nessuna risposta”
MIRANDOLA - Tramite una nota stampa, la segreteria del circolo Pd di Mirandola interviene sul tema Aimag:
"In Consiglio comunale, il 17 giugno è stata discussa la risposta all'interpellanza che avevamo presentato sul caso AIMAG. L'interpellanza era semplice e chiara. Due domande, soprattutto. Quanto è costata ai cittadini l'operazione di cessione del controllo, poi bocciata da due distinte sezioni regionali della Corte dei Conti? E quanto vale, oggi, la nostra azienda? Domande che qualunque socio rivolgerebbe alla propria società. Domande a cui un'amministrazione trasparente risponde con dei numeri. La risposta, invece, è arrivata senza rispondere. Un documento pieno di rumore e chiarissimo nelle omissioni. Due citazioni bastano a fotografarlo. La prima è della sindaca. Le motivazioni del voto in Consiglio, scrive, "non hanno mai fatto diretto riferimento alla situazione patrimoniale, economica e finanziaria" dell'azienda. Mai. Nessun riferimento. Né al passato, né al presente. Si è deciso di cedere il controllo di una società pubblica con sessantuno anni di storia, e quanto valesse — a sentire il sindaco — non c'entrava nulla. Una dichiarazione singolare. Perché agli atti di quel Consiglio non c'erano due righe sul valore dell'azienda: c'erano migliaia di pagine.
Le quattro del Parere di Regolarità Contabile, fitte di partecipazioni, dividendi attesi e multipli per azione. E, a monte, le oltre 2.600 pagine dei 170 documenti allegati al parere economico-finanziario commissionato a un professionista esterno, il dottor Di Russo. Tutto quel materiale aveva un solo scopo: dimostrare, numeri alla mano, che l'operazione conveniva. E oggi ci viene detto che il voto non fece "diretto riferimento" alla situazione economica e patrimoniale. O quelle migliaia di pagine non contavano nulla, o la risposta del Sindaco non è esatta. Delle due, l'una. La seconda frase è della Presidente di AIMAG. Alla domanda su quanto valga oggi l'azienda, la società risponde che "non possono essere svolte considerazioni né raffronti". Il motivo? "Non essendoci documenti che attestino in primo luogo il valore attuale". Non ci sono documenti. Non si sa quanto vale. Una multiutility che gestisce servizi essenziali per ventun comuni dichiara, candidamente, di ignorare il proprio valore. Eppure il calcolo non è un mistero: bastano gli allegati alla valutazione già agli atti, i risultati del 2025 e gli stessi parametri usati dai consulenti dell'azienda. Chiunque, con quei dati, scoprirebbe che il valore reale del Gruppo è molto, molto superiore a quello sul quale si stava per cederne il controllo. Forse, prima di affidarsi alla stampa per illustrare i propri successi, la Presidente potrebbe dedicare qualche ora a quei numeri. Sono pubblici. Sono già scritti. Vanno solo letti. Restano poche settimane al suo mandato. Tempo sufficiente, ci auguriamo, per qualche risposta in più — e qualche autocelebrazione in meno".
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