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15 Settembre 2026
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Mirandola, conto alla rovescia per l’undicesima edizione del Memoria Festival, al via il 5 giugno

MIRANDOLA - È tra Ricordo e Storia che si muove l’edizione 2026 del Memoria Festival, in programma a Mirandola da venerdì 5 a domenica 7 giugno. Promosso e organizzato dal Consorzio per il Festival della Memoria, in collaborazione con le case editrici di Mondadori Libri, l’undicesima edizione del Festival torna a interrogare il presente attraverso i linguaggi della cultura, mettendo al centro un tema tanto classico quanto urgente: il nostro rapporto con il passato, con ciò che ne sappiamo, con ciò che ne tramandiamo, con ciò che continuiamo a ricordare.

“Nel discorso pubblico tendiamo a usare “storia” e “ricordo” come sinonimi, ma non lo sono. La storia è un lavoro di ricerca, fondato su documenti, prove e interpretazione critica: serve a comprendere come e perché accadono i fatti. Il ricordo, invece, è esperienza personale, testimonianza soggettiva, racconto di ciò che si è vissuto. Non spiega, ma restituisce”, osserva Enrico Selva Coddè, presidente del Comitato scientifico del Festival (composto da Lina BolzoniGian Piero BrunettaSandro CappellettoMarino Niola e Alberto Oliverio). “Mettere in relazione queste due dimensioni – senza confonderle – significa interrogare davvero il nostro rapporto con il passato e come scegliamo di ricordarlo e di trasmetterlo”.

Ricordo e Storia è infatti il titolo dell’edizione 2026: due modalità diverse e complementari di confronto con ciò che è stato. Da una parte il ricordo, inteso come esperienza vissuta e trasmissione emotiva; dall’altra la storia, intesa come ricerca, analisi e interpretazione fondata su fonti e documenti. In questo spazio si muoverà il programma del Festival chiamando a raccolta voci autorevoli del mondo della letteratura, della filosofia, dell’antropologia, dell’economia, delle scienze, dello sport, della musica, del cinema e dello spettacolo. Decine di appuntamenti tra dialoghiincontrilaboratori per bambini e momenti di spettacolo distribuiti nelle diverse sedi del centro storico comporranno la ricca proposta del Festival, in quella che si preannuncia essere un’undicesima edizione molto partecipata. All’interno del vasto programma del Festival sarà possibile riscontrare alcune traiettorie tematiche, che non pretendono di esaurire le possibilità di un tema complesso come quello che guida questa undicesima edizione, ma ne restituiscono alcuni percorsi. Quindi ne Le parole della Storia rientreranno gli incontri dedicati alla ricerca e alla ricostruzione del passato; ne Il ricordo che diventa racconto rientrano le forme autobiografiche e narrative della memoria; in Capire per ricordare si metteranno in relazione storia e contemporaneità; ne La narrazione di fatti, vicende e figure protagonista sarà l’esercizio di trasmissione e interpretazione; e infine ne Il futuro del ricordo e della storia si guarderà alle trasformazioni introdotte dalle nuove tecnologie e dall’intelligenza artificiale. In quest’ultimo filone si inserisce uno dei focus più attuali dell’edizione 2026, Informazione, linguaggio e creatività al tempo dell’intelligenza artificiale, un ciclo di tre incontri che metteranno a confronto linguaggi, immagini e informazione: Alfio Ferrara (informatico ed esperto di intelligenza artificiale) e Giuseppe Antonelli (linguista e storico della lingua italiana) si confronteranno su come l’intelligenza artificiale stia modificando il rapporto con le parole, la memoria e la creatività letteraria; Valentina Tanni (critica d’arte) e Silvia Camporesi (artista visiva) rifletteranno invece sull’immagine, sullo sguardo e sulle trasformazioni introdotte dalle tecnologie contemporanee. E sul terreno dellinformazione, Donatella Della Ratta (studiosa di media e comunicazione) ed Eugenio Cau (giornalista) porteranno al Festival una discussione sui linguaggi della propaganda, delle fake news e dei meme in un tempo che sembra consumare sempre più rapidamente il proprio rapporto con il passato.

Questo sguardo sul presente e sul futuro si inserisce in un programma multidisciplinare che mette in dialogo memoria storica e interpretazione contemporanea. All’interno di questa architettura tematica troveranno spazio voci diverse, cifra stilistica del Festival: dal Senior Vice President Cultura di Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli Antonio Calabrò e l’economista della cultura Guido Guerzoni, che rifletteranno sull'avvenire della memoria, a uno tra i più autorevoli studiosi della formazione dell’identità italiana, Mario Isnenghi, il cui intervento si inserisce nel percorso Le parole della Storia. In questo stesso orizzonte si colloca anche il filone dedicato al pensiero umanistico e rinascimentale con lo storico Michele Lodone e lo studioso del Rinascimento europeo Stéphane Toussaint che accompagneranno il pubblico in una riflessione su Marsilio Ficino, sull’amore, sulla bellezza e sulla centralità dell’essere umano nella tradizione umanistica. Ancora Michele Lodone, stavolta in compagnia degli storici Guido Dall'Olio e Matteo Duni, compirà un viaggio a ritroso fino ai tempi della caccia alle streghe a Mirandola, pratica difesa e sostenuta da Giovan Francesco Pico. Suo zio Giovanni Pico era invece attratto dal fascino della Cabala, come racconteranno gli studiosi Saverio Campanini e Raphael Ebgi. A due grandi maestri della filosofia rinascimentale come Eugenio Garin ed Ernst Cassirer, interpreti di Giovanni Pico, dedicano poi la loro riflessione Franco BacchelliMarco Bertozzi e Salvatore Carannante, mentre gli storici Andrea Gamberini e Matteo Al Kalak si concentrano sulla figura storica e religiosa di San Francesco, in occasione delle celebrazioni degli ottocento anni dalla sua morte. E accanto agli accademici esistono anche gli “storici da bar”, come Guido Damini, che affronta con piglio una cavalcata nell’avventura dell’umanità in cento brevi cenni, e i narratori come Roberto Mercadini, che entra nel cuore della rivoluzione galileiana e del suo artefice, Galileo, in un appassionante viaggio teatrale. Il percorso Il ricordo che diventa racconto accoglierà invece le forme della memoria autobiografica e narrativa. Qui si inseriscono la presenza di Duccio Demetrio, da anni punto di riferimento negli studi sulla scrittura di sé e sulle memorie individuali e collettive, e quella dello scrittore Enrico Brizzi, che ha raccolto gli insegnamenti dei moltissimi viaggi a piedi affrontati, in un vero inno alla bellezza del muoversi a passo d’uomo che condurrà in dialogo con la Presidente del Consorzio per il Festival della Memoria Mariapaola Bergomi. Un racconto molto personale sarà anche quello del campione di basket Achille Polonara, in dialogo con la HR Consultant, Trainer & Coach Enrica Quaglio, per ripercorrere il suo difficile percorso di rinascita dopo la malattia. In questo stesso ambito si colloca la riflessione di Matteo B. Bianchi, pronto a svelare i segreti della scrittura di sé e gli strumenti per trasformare l'esperienza personale nel romanzo che abbiamo dentro, e di Paola Zannoner, scrittrice per ragazzi, che riporterà al presente la forza delle fiabe come forme originarie di trasmissione della memoria, così come l’incontro con Caterina Caselli, icona della musica italiana e produttrice discografica, che attraverserà insieme allo storico della musica Sandro Cappelletto e al pianista Simone Soldati sessant’anni di musica italiana come esperienza insieme personale e collettiva. Un ricordo che ognuno di noi coltiva nella propria memoria e che attraversa le generazioni è quello legato all’universo Panini, raccontato nella serie televisiva La famiglia Panini, di cui il critico e storico del cinema Gian Piero Brunetta, la produttrice Francesca Cima e la regista Letizia Lamartire ripercorrono la storia, in compagnia di Laura e Antonio Panini, nipoti della protagonista del racconto, Olga Cuoghi Panini.

Al filone Capire per ricordare, che mette in relazione il passato con le domande del presente, contribuiscono voci e prospettive diverse: l’attore Marco Paolini, con il suo teatro di narrazione civile, in dialogo con lo storico del cinema Gian Piero Brunetta; l’astrofisica Patrizia Caraveo, con uno sguardo scientifico sul tempo e sulla memoria dell’universo; e la neuroscienziata Costanza Papagno, che affronterà insieme ad Alberto Oliverio il tema dell’affievolirsi della memoria dal punto di vista cognitivo. A questo stesso orizzonte si collega anche la riflessione sul linguaggio e sulla comunicazione proposta dall’esperto di comunicazione e linguaggio Patrick Facciolo, in dialogo con Mariapaola Bergomi, e l’appello della giornalista e saggista Nicoletta Polla-Mattiot, in dialogo con il Direttore del Memoria Festival Giampaolo Ziroldi, a riabilitare il silenzio come risorsa vitale. In questa prospettiva si inseriscono anche figure come Gianni Riotta, giornalista e analista, e Veronica De Romanis, economista, entrambi in dialogo nei rispettivi incontri con il giornalista Corrado Guerra, che affrontano le tensioni del presente tra politica, economia e società. Altre voci che contribuiscono ad approfondire questo filone tematico sono quelle di Lorenzo Bini Smaghi, già membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, in  dialogo con il Direttore Generale di SANFELICE 1893 Banca Popolare Vittorio Belloi sulla situazione dell’Europa; di Azzurra Rinaldi, in dialogo con la giornalista Anna Pedrazzi sui rapporti tra economia, potere e genere, e di Daniele Manca e Gianmario Verona, rispettivamente vicedirettore del “Corriere della Sera” e Presidente della Fondazione Human Technopole, che indicano la strada per sopravvivere e vincere nell’era della superinnovazione. A fare il punto invece sul panorama odierno dei conflitti, promuovendo una comprensione approfondita delle dinamiche belliche e geopolitiche, sono il giornalista di guerra Fausto Biloslavo e il giornalista e direttore di “Analisi Difesa” Gianandrea Gaiani, in dialogo con il giornalista Enrico Bonzanini. Il percorso La narrazione di fatti, vicende e figure attraversa invece i linguaggi del racconto e della rappresentazione. In questo ambito si colloca il cinema con la sua capacità di trasformare la memoria in narrazione, grazie alla maestria di professionisti come Giancarlo Basili, che con le sue scenografie dà forma visiva all’immaginario. Il teatro trova una declinazione sia nel racconto civile di Paolini sia nel lavoro del drammaturgo Paolo Puppa che, in dialogo con lo storico del cinema Gian Piero Brunetta e attraverso una sua interpretazione dei monologhi di Filottete e del Figlio dai Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, metterà in luce il potere del palcoscenico e della finzione di scavare nelle pieghe della memoria. A questo stesso filone si lega anche la dimensione della poesia e dello stupore, con la storica della letteratura italiana Lina Bolzoni e la teologa e studiosa di letteratura Teresa Bartolomei, in un incontro che intreccia parola, immagine e interiorità impreziosito dalle letture dell’attrice Marinella Manicardi. Il percorso tra memoria e finzione si arricchisce delle prospettive della traduttrice e content creator Francesca Crescentini, al suo esordio letterario, che guida il pubblico in un’appassionata riscoperta de Il conte di Montecristo, accompagnata dal docente e presidente del Centro Internazionale di Studi “Giovanni Pico della Mirandola” Matteo Al Kalak, e del libraio antiquario e scrittore Luca Cena, che racconta come la storia editoriale di alcuni libri sia un intreccio di colpi di scena degno del più avvincente dei romanzi, in dialogo con l’Assessore alla Cultura e Innovazione del Comune di Mirandola Marina Marchi.

Parallelamente si inseriscono voci che ampliano ulteriormente lo sguardo, da quelle degli scrittori Giacomo Papi e Helena Janeczek, che illustrano le sfide della conservazione del sapere nell'era digitale in collaborazione con Fondazione Mondadoria quelle di tanti altri scrittrici e scrittori che porteranno a Mirandola il loro pensiero, come Walter Siti, che scandaglia le fragilità della Generazione Z, e Giovanni Grasso, che delinea l’incontro tra il sacro e le ambizioni della politica, entrambi nei rispettivi incontri in dialogo con il giornalista Maurizio Bono. Il racconto del femminile e dell’identità vedrà protagoniste Serena Dandini, in un incontro sulle donne che hanno fatto la Repubblica insieme all’editor, semiologo e responsabile cultura di “Domani” Beppe Cottafavi, e Luciana Littizzetto, che inaugurerà il tempo delle queenager, un po’ queen e un po’ teenager con la giornalista e scrittrice Camilla Ronzullo, conosciuta anche come “Zelda was a writer”. A queste riflessioni si aggiunge la memoria multiculturale di Serra Yilmaz, volto iconico del cinema di Özpetek, che porta con sé geografie e culture diverse, in dialogo con il giornalista Nicola Pozzati, e l’intenso ricordo del figlio Cesare di Valentina Mastroianni, che ha scelto di preservare attraverso il racconto la memoria del tempo trascorso insieme, come racconterà insieme alla giornalista Viviana Bruschi. Sul piano del comportamento e della mente, la specialista in business etiquette e galateo cross-culturale Elisa Motterle, in dialogo con la giornalista Matilde Sgarbi, approfondirà le buone maniere come fondamento delle relazioni umane e il giornalista e saggista Guido Zaccarelli, in dialogo con Mariapaola Bergomi, ricorderà la necessità della cooperazione, mentre la grecista Giulia Sissa, in dialogo con Mariapaola Bergomi,  e il neuroscienziato Alberto Oliverio affrontano rispettivamente il tema della celebrazione delle donne nella storia della filosofia occidentale e quello delle false memorie, restituendo la complessità dei processi attraverso cui costruiamo il ricordo. E sempre rispetto ai nostri processi mentali, il magistrato Stefano Vitelli, giudice che assolse Alberto Stasi in primo grado nel processo per il delitto di Chiara Poggi a Garlasco, ricorda, in dialogo con Maurizio Bono, come il dubbio metodico debba essere la bussola insostituibile per chi giudica. Ricordo e storia sono anche quelli dei sapori che si tramandano da generazioni e delle cui radici ci guidano alla scoperta la giornalista, studiosa e cultrice della storia della gastronomia Dora Iannuzzi e gli antropologi Elisabetta Moro e Marino Niola. Non dimentichiamo poi che oltre al gusto anche la vista è un potente catalizzatore di ricordi: lo sanno bene Roberta Tagliavini, “la mercante di Brera”, pioniera del modernariato in Italia, in dialogo con Nicola Pozzati, e Iaia Forte, voce e volto iconico della napoletanità contemporanea che, insieme all’antropologo Marino Niola si addentrerà nell’unicità della città di Napoli.

Oltre agli incontri, il Festival proporrà anche momenti di spettacolo che intrecciano musica e parola. Sabato 6 giugno è la volta di  Mozart e il fuoco della libertà, con Marco Rizzi al violino, Simone Soldati al pianoforte e Sandro Cappelletto voce recitante: un racconto in musica che attraversa l’opera mozartiana restituendone la tensione etica e civile, tra libertà, immaginazione e memoria, mentre la serata del 4 giugno ospiterà lo spettacolo di musica, racconti e poesia Lucio c'è! di Marcello Balestra, storico collaboratore di Lucio Dalla, con Tonino Scala (pianoforte e voce), Paolo Lucchese (chitarre), Arduino Panaro (basso) e Attanasio Mazzone (batteria). Il fascino degli strumenti sarà al centro del dialogo tra il violinista Giovanni Andrea Zanon e il critico musicale Sandro Cappelletto, un viaggio tra le infinite sfumature e vibrazioni del violino. Infine, il racconto della musica si sposterà dietro le quinte, esplorando le rivoluzioni tecnologiche e creative degli ultimi cinquant'anni con figure d'eccezione come Maurizio Biancani, fondatore e anima dello Studio Fonoprint di Bologna in dialogo con Maurizio Solieri, leggendario chitarrista di Vasco Rossi, Sandro Comini, trombonista, direttore d’orchestra, arrangiatore, compositore e produttore e Marco Trevisi (DJ NAXOS), orchestrati al Festival da Antonio Guicciardi, e un instancabile sperimentatore come il musicista, compositore e scrittore, tastierista e co-fondatore dei Subsonica Davide Boosta Dileo, in dialogo con il giornalista Peter Borghi. Il Festival anche quest’anno dimostra il forte legame con il territorio che lo ospita, intrecciando la sua identità con quella locale attraverso molteplici momenti di condivisione. Uno di questi sarà un percorso emozionale dove le melodie si intrecciano ai ricordi, grazie alla collaborazione con la Comunità amica della demenza di Mirandola e con la Fondazione Scuola di Musica “C. e G. Andreoli”, cui si aggiunge l’incontro tra due assolute eccellenze del nostro Paese, come l’Aceto Balsamico che nasce dalle terre modenesi e la straordinaria bellezza delle arie dell’opera lirica, in un evento realizzato in collaborazione con Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena che vedrà come protagonisti i relatori Enrico Corsini (Presidente Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena) e Michele Montanari (Consigliere Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena) con i contributi musicali di Costanza Gallo (soprano), Federico Borghi (tenore) ed Elisa Montipò (pianoforte) tratti dalle arie delle opere di Verdi, Puccini e Donizetti. Anche quest’anno non mancherà un approfondimento sul territorio, grazie al contributo dell’archeologo Marco Bruni e all’appassionante scoperta della città di Mirandola condotta da Nicola Galavotti, in dialogo con Mariapaola Bergomi. Il legame con la comunità si tradurrà anche in laboratorio creativo grazie all’Associazione Manigolde, che inviterà i partecipanti a costruire arazzi su telai recuperati da quadri, intrecciando trama ed ordito con fili, lane e stoffe di recupero. Sul fronte del sociale, Francesca Rescigno, docente di Istituzioni di Diritto Pubblico, e Mariagiulia Sandonà, docente e tutor per il rinnovamento della didattica della storia, ripercorreranno le tappe fondamentali della cittadinanza politica femminile, in un incontro in collaborazione con Associazione Donne in CentroIstituto Storico di Modena e Centro documentazione donna Modena.

Come sempre, particolare attenzione è dedicata alle nuove generazioni, con uno spazio continuativo di letture e laboratori per bambini e ragazzi che accompagna tutte le giornate del Festival e restituisce in forma concreta l’idea di memoria come trasmissione. Animatori di questo programma dedicato ai nuovi lettori la scrittrice Nicoletta Verna, al suo esordio nella narrativa per ragazze e ragazzi, in dialogo al Festival con la scrittrice e giornalista Ivana Sica, il professore e poeta da milioni di visualizzazioni Giulio Zambon, che con il suo primo libro attraversa i secoli alla scoperta delle parole più vive della poesia italiana, la scrittrice Cristina Marconi con le avventure di una principessa decisamente fuori dal comune, l’assessore alla Cultura della città di Milano Tommaso Sacchi con la sua proposta di itinerario alla scoperta di alcune meraviglie d’Italia, in dialogo con Giampaolo Ziroldi, e gli autori Filippo Taddia, grazie a cui stare in classe non è mai stato così divertente, Sara Loffredi, che rivendica il nostro non essere tutti uguali, Giovanni Colaneri, che accompagna i più piccoli alla ricerca della loro storia, e Daniela Berti, che propone un laboratorio che è insieme esplorazione poetica, caccia agli indizi e trasformazione del gesto in narrazione. A bambini e ragazzi sono anche rivolti giochi interattivi, giochi di gruppo e quiz a tema, in collaborazione con il Consorzio del Parmigiano Reggiano.

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