Famiglia palestinese accolta a Nonantola, Grella (FdI): “Chi garantirà il mantenimento?”
NONANTOLA - Nota stampa di Antonio Grella, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale a Nonantola:
"Leggendo il comunicato diffuso dopo il Consiglio comunale, viene spontanea una domanda: si è davvero voluto rispondere alle questioni sollevate dai cittadini oppure si è preferito costruire una narrazione utile a evitare i temi più scomodi? Nessuno ha mai contestato la generosità dei volontari, delle associazioni o dei cittadini che hanno contribuito all'accoglienza della famiglia palestinese. Nessuno mette in discussione il valore della solidarietà. Ma la solidarietà non può diventare uno scudo dietro il quale evitare domande legittime. Il consigliere Zavatti ha presentato un'interrogazione che ha ottenuto risposte su aspetti già ampiamente noti: che non vi siano stati finanziamenti comunali diretti e che la scelta della famiglia sia stata effettuata dall'associazione promotrice. Bene. Ma le vere domande erano altre. Chi garantirà il mantenimento di una famiglia composta da due adulti e due minori nel medio e lungo periodo? Quali risorse economiche sono state raccolte? Per quanto tempo saranno sufficienti? Esiste un piano che assicuri autonomia e sostenibilità oppure si confida semplicemente nella buona volontà di chi oggi contribuisce? Sono interrogativi concreti, non polemiche. Perché accogliere significa assumersi una responsabilità che va ben oltre l'annuncio iniziale o la fotografia di una giornata di solidarietà. Significa garantire casa, alimentazione, istruzione, assistenza e integrazione nel tempo.
Invece di fornire risposte su questi aspetti, si preferisce evocare Villa Emma, richiamare pagine importanti della storia di Nonantola e dipingere chi pone domande come qualcuno che alimenta divisioni o disinformazione. È una scelta legittima, ma non risponde ai quesiti posti. Richiamare la memoria di Villa Emma merita rispetto. Proprio per questo non dovrebbe essere utilizzata per sottrarsi a un confronto trasparente sulle questioni concrete del presente. La storia insegna il valore dell'accoglienza, ma insegna anche il valore della responsabilità. Chi oggi amministra o sostiene questo progetto dovrebbe comprendere che chiedere chiarezza non significa essere contro l'accoglienza. Significa pretendere che iniziative così delicate siano accompagnate da informazioni complete, verificabili e sostenibili. Le domande restano sul tavolo e meritano risposte. Non slogan, non ricostruzioni celebrative, non accuse verso chi esercita il proprio diritto di critica. Risposte. Perché la trasparenza non dovrebbe spaventare nessuno. E quando le risposte mancano, i cittadini hanno tutto il diritto di continuare a porre domande".
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