Il condizionatore del locale vicino non lo fa dormire: la protesta di un residente di Mirandola
Immaginate di non riuscire a dormire per la presenza di un condizionatore installato a breve distanza dalla finestra della vostra camera da letto. Un macchinario a servizio di un esercizio pubblico della zona che, stando al racconto di un residente, si attiverebbe più volte al giorno e durante la notte, emettendo un flusso d’aria potente e continuo. È la complessa situazione descritta da D.P., cittadino mirandolese, il quale dichiara di aver tentato a più riprese di aprire un dialogo con i gestori del locale adiacente alla sua abitazione, senza però essere riuscito a trovare un punto d'incontro.
“Impatto pesante sulla mia salute”
“A tutto questo si aggiunge la mia condizione: ho un’invalidità civile al 35% – afferma D.P. – con danni cronici all’apparato uditivo. Vivere con questo rumore costante nelle orecchie sta aggravando la mia situazione, privandomi del sonno e provocandomi uno stato d’ansia continuo. Il macchinario si trova a circa 1,8 metri dalla mia camera e a 1,34 metri dal bagno. L'aria emessa e la rumorosità mi costringono a tenere le finestre sbarrate, impedendomi di ricambiare l'aria in casa. Secondo quanto ho potuto riscontrare, l'impianto perderebbe anche gocce d’acqua, con il rischio di creare infiltrazioni. Ho cercato più volte un confronto con i titolari dell'attività, ma finora non siamo riusciti a trovare una soluzione condivisa”.
Un disagio prolungato
Con le temperature estive particolarmente elevate, la gestione dei motori di refrigerazione dei locali pubblici diventa spesso un tema delicato nel contesto del vicinato del centro storico. Stando alle dichiarazioni del residente, l'impianto a servizio del locale resterebbe in funzione per molte ore al giorno, prolungandosi a volte fino a notte fonda per garantire l'operatività della struttura. Quando il dialogo tra privati ed esercenti non porta a un'intesa, la questione si sposta sul piano delle normative e dei regolamenti locali: impatto acustico, distanze legali e orari di funzionamento diventano un terreno complesso da navigare.
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L’appello alle istituzioni
“Ho segnalato la questione agli uffici pubblici competenti – conclude D.P. – Ci sono stati dei sopralluoghi, ma per il momento non si è arrivati a una risoluzione. Mi auguro che le istituzioni possano fare chiarezza al più presto sul rispetto delle norme urbanistiche e sull'impatto acustico dell'impianto. Io chiedo soltanto che vengano contemperate le esigenze dell'attività economica con il diritto di un cittadino di poter dormire serenamente in casa propria”.
(La redazione e l'autore restano a completa disposizione dei titolari dell'esercizio pubblico citato qualora volessero fornire la propria versione dei fatti, precisazioni o replicare a quanto riportato).
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