Manifestazione in memoria di Monica Esposito, Trande (AVS): “Il dolore non può diventare terreno di divisione”
MODENA - Nota stampa a firma Paolo Trande, consigliere regionale di Alleanza Verdi-Sinistra:
«Quanto accaduto ieri sera in Piazza Grande lascia un profondo senso di amarezza. Quella che avrebbe dovuto essere una manifestazione di raccoglimento e memoria per Monica Esposito, vittima della terribile strage del 16 maggio, si è invece trasformata in un comizio politico che ha finito per allontanarsi proprio dallo spirito con cui tanti cittadini erano scesi in piazza: ricordare una donna, stringersi attorno a una famiglia e condividere un dolore che appartiene all'intera comunità modenese. Ancora più grave è che tutto questo sia avvenuto ignorando la volontà espressa dai familiari della stessa Monica. Attraverso i loro legali avevano infatti chiesto di poter vivere il lutto nel più assoluto riserbo e preso le distanze dalle dichiarazioni rese o che sarebbero state rese da soggetti terzi. Una richiesta limpida, che meritava rispetto e che, purtroppo, ieri è stata completamente disattesa. Trovo inoltre gravissimo quanto accaduto a Luca Signorelli, l'uomo che il 16 maggio non esitò a mettere a rischio la propria vita per fermare Salim El Koudri durante il tentativo di fuga. Un cittadino che ha compiuto un gesto di straordinario coraggio civico e che, fin dal primo momento, ha invitato tutti ad abbassare i toni, a non cedere all'odio e a non trasformare quella tragedia in uno strumento di contrapposizione politica. E forse, proprio per questo, un "eroe scomodo".
Vedere una persona così essere fischiata e zittita è un fatto che dovrebbe interrogare tutti. Perché significa mettere a tacere proprio chi richiama ai valori migliori della nostra comunità, chi attraverso i suoi gesti ha dato corpo a questi valori: il senso civico, la responsabilità, il rifiuto della vendetta e della propaganda. Una piazza nata per il cordoglio non può trasformarsi in un luogo in cui chi invita alla misura viene contestato mentre trovano spazio parole intrise di rabbia e contrapposizione. Allo stesso modo ritengo profondamente ingiusto trasformare quella serata in un processo politico contro il sindaco Massimo Mezzetti. Fin dalle prime ore successive alla tragedia l'Amministrazione comunale ha dimostrato vicinanza ai familiari, rispetto per il loro dolore e senso delle istituzioni, accompagnando la città in un percorso di lutto condiviso che ha avuto il suo momento più alto nelle iniziative promosse insieme alla comunità modenese. La sicurezza è un tema serio, che merita risposte serie. Ma c'è un confine che non dovrebbe mai essere oltrepassato: quello che separa il confronto democratico dalla strumentalizzazione del dolore. Chi utilizza una tragedia per alimentare rancore e divisione non rende giustizia alla memoria di Monica, né ai suoi familiari, né a una città che ha dimostrato, in questi mesi, di sapersi stringere con dignità attorno alle vittime. Oggi più che mai serve abbassare i toni, ricostruire un clima di rispetto reciproco e impedire che l'odio continui a scavare solchi sempre più profondi nella nostra comunità. Perché una comunità divisa contro sé stessa non potrà mai essere una comunità più forte o più sicura.»
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