Approvato maxi-impianto agrivoltaico “Casetta” a Massa Finalese, Rifondazione Comunista: “Transizione ecologica va governata, non subita”
FINALE EMILIA - Nota stampa da parte di Stefano Lugli, Rifondazione Comunista Finale Emilia:
"ARPAE ha rilasciato il 30/07/2026 l'Autorizzazione Unica per la realizzazione di un grande impianto agrivoltaico avanzato previsto nelle campagne di Massa Finalese. Si tratta di un impianto da oltre 76 MW, che interessa quasi 100 ettari di territorio agricolo, che pone domande legittime sul futuro dell'agricoltura, sull'uso del suolo e sul modello di sviluppo che vogliamo per Finale Emilia. Come Rifondazione Comunista avevamo espresso fin dall'inizio la nostra contrarietà a questo progetto. Oggi prendiamo atto della decisione, ma non cambiamo valutazione. E il tema va ben oltre il progetto "Casetta". Proprio in queste settimane il Comune di Finale Emilia sta elaborando il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG). Nella Relazione Generale si legge un dato che dovrebbe far riflettere tutti: tra gli impianti già presentati e quelli ancora in corso di valutazione, l'agrivoltaico potrebbe arrivare a occupare circa 430 ettari, a fronte di 640 ettari di territorio urbanizzato. La relazione sintetizza questa prospettiva con un'espressione molto efficace: "una città di fotovoltaico". Questo significa che non stiamo discutendo di un singolo impianto, ma del futuro del territorio di Finale Emilia.
Questa non è una posizione contro le energie rinnovabili, anzi. La crisi climatica impone di accelerare la produzione di energia da fonti rinnovabili e di abbandonare progressivamente i combustibili fossili. Ma proprio perché crediamo nella transizione ecologica, riteniamo che debba essere governata nell'interesse pubblico, tutelando il territorio, il suolo agricolo e le comunità locali. Le energie rinnovabili sono indispensabili. Ma non basta cambiare la fonte dell'energia: conta anche come, dove e nell'interesse di chi la produciamo. La sfida non è scegliere tra ambiente e sviluppo, o tra agricoltura e rinnovabili. La sfida è costruire un modello energetico che metta al primo posto l'interesse collettivo: utilizzare prioritariamente tetti di edifici pubblici e privati, capannoni industriali, aree dismesse e superfici già impermeabilizzate, limitando il più possibile la trasformazione del suolo agricolo. Per questo chiederemo che il confronto sul PUG diventi l'occasione per definire criteri chiari e condivisi sulla localizzazione degli impianti da fonti rinnovabili, privilegiando le superfici già urbanizzate e limitando il consumo di suolo agricolo. Nel corso dell’iter autorizzativo dell’impianto “Casetta” il Consiglio Comunale di Finale Emilia aveva votato contro la variante urbanistica necessaria alle opere di connessione dell'impianto. ARPAE ha però ritenuto che quel dissenso non fosse sufficiente a impedire l'autorizzazione, anche perché nella Conferenza dei Servizi erano stati acquisiti i pareri favorevoli degli altri enti, compreso il parere tecnico positivo con prescrizioni del Servizio Urbanistica del Comune. Nel provvedimento finale viene quindi considerato acquisito anche l'assenso del Comune di Finale Emilia".
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