Modena, con “Housing first” due appartamenti per uscire dalla marginalità
MODENA - Favorire percorsi di uscita dalla strada e dalla marginalità estrema, partendo dalla disponibilità di un’abitazione sicura e accompagnando le persone verso una progressiva autonomia personale e sociale.
È l’obiettivo degli interventi di “Housing First”, progetto che mette a disposizione due appartamenti destinati ad accogliere, complessivamente, almeno sei persone senza dimora, a cui il Comune di Modena intende dare continuità. All’inserimento abitativo si affianca un percorso educativo individualizzato, finalizzato a favorire l’accesso ai servizi sociosanitari, l’inclusione nella comunità e l’avvicinamento alla formazione e al lavoro.
Nei giorni scorsi la Giunta comunale, su proposta dell’assessora a Coesione sociale, Integrazione e cittadinanza, Volontariato e Terzo settore Alessandra Camporota, ha infatti approvato le linee guida per la pubblicazione di un nuovo avviso rivolto agli Enti del Terzo settore, finalizzato alla co-progettazione e gestione degli interventi di Housing First finanziati attraverso il Fondo nazionale Povertà, nella quota dedicata agli interventi e ai servizi per le persone in condizioni di povertà estrema e senza dimora.
A Modena l’esperienza è stata avviata nel 2018 nell’ambito del progetto regionale “Inside” ed è poi proseguita negli anni con risorse nazionali e attraverso la collaborazione con il Terzo settore. L’attuale convenzione, rinnovata a seguito della procedura di co-progettazione del 2023, è stata prorogata fino al 31 agosto 2026: con l’esaurimento dei termini previsti, il Comune avvia quindi una nuova procedura pubblica.
"A Modena - spiega l'assessora Camporota - sono circa 300 le persone senza fissa dimora presenti stabilmente da almeno sei mesi sul territorio, considerando non solo chi vive in strada, ma anche chi si trova in sistemazioni precarie o temporanee e nelle strutture di accoglienza. L'approccio del modello Housing First però considera l’accesso immediato a un alloggio sicuro non come il punto di arrivo, ma come la condizione dalla quale partire per ricostruire un percorso di autonomia. All’abitazione si affianca infatti un forte accompagnamento educativo, finalizzato a recuperare capacità di scelta e autodeterminazione e a superare una risposta alla marginalità fondata esclusivamente sulle strutture tradizionali di accoglienza".
Nel dettaglio, il soggetto individuato attraverso l’avviso dovrà reperire almeno due alloggi adeguati, con priorità a sistemazioni in camere singole, e occuparsi della loro gestione coinvolgendo progressivamente gli ospiti. Il progetto dovrà inoltre sostenere la costruzione di relazioni positive con il vicinato e l’inclusione nella vita cittadina, l’accesso ai percorsi di cura e ai servizi sociosanitari, le esperienze di volontariato e formazione propedeutiche al lavoro, la capacità di gestione del denaro e, infine, l’accompagnamento verso l’autonomia in uscita dal progetto.
L'iniziativa è rivolta ad almeno sei persone senza dimora e in condizioni di grave marginalità sociale, prive di una sistemazione abitativa e di una rete familiare o amicale, chiamate ad aderire attivamente al proprio percorso. In presenza di un reddito disponibile è prevista anche una compartecipazione economica mensile dell’ospite, modulata in relazione alle sue possibilità. Per ogni persona sarà definito un progetto individuale seguito da un’équipe socioeducativa, mentre un’équipe progettuale composta dai referenti dei servizi sociosanitari curerà il monitoraggio e la valutazione complessiva degli interventi.
La co-progettazione avrà una durata indicativa di 27 mesi, dal primo ottobre 2026 al 31 dicembre 2028, con possibilità di rinnovo in relazione alla programmazione e alla disponibilità delle risorse. La spesa massima prevista è di 35 mila euro all’anno, per complessivi 78.750 euro nel periodo. Il finanziamento fa riferimento principalmente al Fondo nazionale Povertà, che destina obbligatoriamente il 25 per cento della quota per gli interventi contro la povertà estrema proprio ai progetti di Housing First. L’avviso sarà rivolto agli Enti del Terzo settore, singoli o associati, e la selezione terrà conto, tra gli altri elementi, della qualità della proposta, dell’esperienza nel contrasto alla grave marginalità, dell’adeguatezza degli alloggi e del personale e della capacità di costruire connessioni con la rete territoriale. Al termine della procedura, il Comune e il soggetto selezionato definiranno attraverso la co-progettazione le modalità operative degli interventi e sottoscriveranno la relativa convenzione.
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