PERSONE | Matilda Balboni e la bellezza di raccontare le storie degli “ordinari straordinari”
Ci sono nomi che si portano addosso come un vestito fatto su misura, e poi ci sono soprannomi che nascono da un gesto d’affetto e rimangono attaccati alla pelle per sempre.
Matilda — o semplicemente Met — ha costruito attorno alla parola e alla narrazione il proprio spazio nel mondo, trasformando la passione per l’arte e la vita quotidiana in una vera e propria missione comunicativa.
Cresciuta nella campagna di Alberone e diplomata a Finale, Met ha avvertito fin da subito il richiamo della grande città e del racconto. La svolta arriva con il trasferimento a Torino per frequentare la rinomata Scuola Holden, dove nel 2022 si laurea in Contemporary Humanities. A differenza dei percorsi tradizionali, questo indirizzo si distingue per un taglio fortemente pratico, perfetto per chi vuole sporcarsi le mani con i linguaggi della contemporaneità. Non contenta, affina ulteriormente le sue competenze a Roma, conseguendo tra il 2024 e il 2026 un master in Critica giornalistica dello Spettacolo presso l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico con un progetto sul ruolo dell'horror per il quale ha intervistato Pupi Avati.
Il risultato di questo percorso? Una produzione fluida: Met scrive in tutte le forme possibili. “...ille terrarum mihi praeter omnes angulus ridet” (Orazio). Questa citazione — “Questo angolo di terra mi rende più felice di ogni altra cosa” — è la bussola del suo lavoro. Il suo angulus è la scrittura: un rifugio sicuro per chi sente il bisogno di dare voce alle proprie ossessioni, dal cinema alle persone.
Il cuore della sua ricerca narrativa si concentra sugli "ordinari straordinari". Questa visione prende forma in Storie in Busta, nato a Capodanno 2024: un progetto urbano e itinerante di lettere anonime contenenti storie vere -da Roma fino a Parigi e Londra-, appese per strada o in metro per offrire vicinanza e supporto ai passanti.
Tornata da Roma dopo le esperienze di tirocinio alla Rivista del Cinematografo e a LA7 (a La Torre di Babele e Tagadà), Met guarda al futuro col sogno di diventare scrittrice. Tra pazienza e determinazione, continua a dar voce a chi non deve essere dimenticato.
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