Canili, Vignali (FI): “La Regione rinuncia all’identificazione fotografica degli animali ospitati”
REGIONE - “La Regione rinuncia all’identificazione fotografica degli animali ospitati nei nostri canili, perdendo così l’occasione sia di favorire i ricongiungimenti in caso di smarrimento o furto, sia di rendere più efficace il monitoraggio degli animali che arrivano da fuori regione”. Lo dichiara il presidente del Gruppo Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e segretario regionale del partito, Pietro Vignali, commentando la risposta alla sua interrogazione sullo stato dei 52 canili e gattili accreditati sul territorio regionale.
“Dire no all’identificazione fotografica di cani e gatti perché la normativa nazionale non la impone è una scelta miope e anacronistica – prosegue l’esponente azzurro –. Parliamo di una misura a costo pressoché nullo, già facilmente realizzabile con gli strumenti digitali oggi disponibili. Se oggi abbiamo strumenti tecnologici semplici per associare in modo ancora più sicuro l’immagine di un animale al suo microchip, non si capisce perché la Regione debba rinunciarvi. Affiancare la fotografia dell’animale al microchip renderebbe molto più semplice e immediato riconoscere un cane o un gatto in caso di smarrimento o furto e rafforzerebbe le verifiche sull’esatta corrispondenza tra animale e microchip. Un sistema che affianchi fotografia e microchip consentirebbe di monitorare con maggiore efficacia i trasferimenti di animali tra regioni, garantendo una tracciabilità più immediata e verificabile. Proprio nella risposta all’interrogazione la Giunta regionale ha confermato ufficialmente che l’arrivo di cani provenienti dal Centro-Sud Italia finisce per incidere sulle possibilità di adozione degli animali già ospitati nei canili dell’Emilia-Romagna. Non si tratta di mettere in discussione la solidarietà o il lavoro di associazioni e volontari, ma di garantire che ogni movimento degli animali avvenga all’interno di un sistema il più possibile trasparente, tracciabile e capace di tutelare tanto gli animali quanto le famiglie che li cercano o intendono adottarli. Da un lato, la Regione riconosce che l’arrivo di animali da fuori territorio può incidere negativamente sulle possibilità di adozione dei cani presenti nelle nostre strutture. Dall’altro, rinuncia a uno strumento tecnologico che potrebbe rafforzare l’identificazione degli animali e la tracciabilità dei loro movimenti. Nel 2025 erano 2746 i cani in attesa di adozione nei canili dell’Emilia-Romagna. Se l’obiettivo è ridurre i tempi di permanenza nelle strutture e favorire i ricongiungimenti con le famiglie, la Regione deve cambiare passo”.
“Per gli animali ospitati nei nostri canili serve una regia chiara che garantisca maggiore trasparenza, tracciabilità e visibilità attraverso strumenti concreti come l’identificazione fotografica associata al microchip e una piattaforma digitale regionale che favorisca le adozioni”, conclude Vignali.
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