Prescrizione sociale per la sanità, Ferrari (Pd): “In Regione risoluzione per aziende sanitarie e terzo settore”
La consigliera regionale del Partito Democratico Ludovica Carla Ferrari ha depositato una risoluzione in Assemblea legislativa per promuovere e rafforzare la prescrizione sociale in Emilia-Romagna, valorizzando le numerose esperienze già presenti sul territorio e favorendo una sempre maggiore integrazione tra sanità, servizi sociali, cultura, sport, volontariato e comunità.
"La salute non dipende soltanto dalle cure mediche in senso tradizionale, ma anche dalle relazioni fra le persone, dalla partecipazione alla vita della comunità, dall'accesso alla cultura, alla musica, dall'attività fisica, dalla possibilità di ricrearsi e avere tempo di qualità ad esempio per fruire le esperienze turistiche e di scoperta del territorio come visite a musei e teatri, e dalla possibilità di non sentirsi soli. Con questa risoluzione vogliamo riconoscere e sostenere un approccio innovativo che mette al centro la persona nella sua interezza, nello spirito dell’umanizzazione delle cure", afferma Ferrari.
Il documento parte dalla consapevolezza delle profonde trasformazioni demografiche e sociali che interessano anche l'Emilia-Romagna: l'invecchiamento della popolazione, l'aumento delle patologie croniche come l’obesità e le malattie metaboliche, delle condizioni di fragilità e dei bisogni legati alla salute mentale a tutte le età rendono necessario affiancare ai tradizionali percorsi di cura nuovi strumenti capaci di intervenire anche sui cosiddetti determinanti sociali della salute come la vita attiva, la socialità, la buona alimentazione e il benessere generale.
"Concetto importantissimo: LA prescrizione sociale non sostituisce le cure cliniche, ma le integra. Medici di base e pediatri saranno accompagnati in un percorso insieme al paziente e famiglie. Attraverso la creazione di connessioni tra il sistema sanitario e tutte quelle opportunità GIÀ presenti SUL TERRITORIO E IN GRAN PARTE PROMOSSE DAL VOLONTARIATO SI PUÒ migliorare concretamente la qualità della vita delle persone. SI POTRANNO COSÌ INTEGRARE LE CURE CLINICHE ATTRAVERSO ATTIVITÀ DI VARIO TIPO: culturali, SOCIALI, sportive, educative, associative e di volontariato. È una visione moderna della sanità, che punta sulla prevenzione, sull'autonomia delle persone, SUL CONTRASTO DELLA SOLITUDINE e sulla forza delle reti territoriali. Basti pensare all’importanza per un anziano di partecipare ad attività di ballo, o alla palestra della memoria o a gruppi di recitazione in dialetto. Per chi soffre di obesità o malattia metaboliche come il diabete fare attività fisica, specialmente in gruppo può avere un’azione terapeutica. Per bambini e adolescenti con bisogni particolari in termini di neurosviluppo partecipare a gruppi u, di recitazione o di gioco può fare la differenza. Con grande sollievo per le famiglie, i care giver in particolare. La risoluzione richiama le indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e le esperienze già consolidate a livello internazionale, ma soprattutto mette in evidenza come l'Emilia-Romagna sia già oggi uno dei territori più avanzati in questo ambito, grazie a numerosi progetti sviluppati dalle Aziende sanitarie, dagli enti locali e dal Terzo Settore. Tra questi figurano esperienze come Sciroppo di Teatro, Musica e Maternità, Archivi e Salute, le Palestre della Memoria, i Gruppi di Cammino, gli importanti progetti di umanizzazione delle cure dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, le sperimentazioni dell'AUSL di Bologna con la figura del link worker, il progetto Social Point nel modenese, le esperienze di welfare culturale di Parma e numerosi progetti di salute di comunità sviluppati in diversi territori della regione.
La nostra Regione dispone già di un patrimonio straordinario di competenze, progettualità e innovazione e un terzo settore tanto forte che è valso per Modena la qualifica a capitale italiana del volontariato. L'obiettivo è fare rete, mettere in connessione queste esperienze e favorirne la diffusione, valorizzando il ruolo fondamentale delle Case della Comunità, dei professionisti sanitari, degli enti locali e del Terzo Settore. La risoluzione impegna la Giunta regionale, tra l'altro, a individuare le Case della Comunità come luoghi privilegiati per l'attivazione della prescrizione sociale, promuovere il confronto tra istituzioni e realtà territoriali, diffondere le buone pratiche già esistenti, valorizzare le esperienze di welfare culturale e di umanizzazione delle cure e valutare future azioni di sostegno nell'ambito della programmazione regionale. Questa proposta non introduce nuovi adempimenti, ma indica una direzione di sviluppo per la sanità pubblica dell'Emilia-Romagna: una sanità sempre più integrata con la comunità, capace di prevenire le fragilità, contrastare la solitudine e costruire benessere attraverso la partecipazione. Investire nella salute delle comunità significa investire nella qualità della vita delle persone e nella sostenibilità del nostro sistema sanitario".
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