Richiedenti asilo spostati per fare spazio a famiglie in via Costellazioni a Modena, Patto per il Nord: “Il Comune dica quanto è costata l’accoglienza”
MODENA - La riorganizzazione del complesso di via delle Costellazioni annunciata dal Comune di Modena apre una questione che, secondo Stefano Bellei, di Patto per il Nord Modena città, non può essere affrontata soltanto sul piano degli annunci.
Il Comune ha previsto il trasferimento di circa 150 richiedenti asilo attualmente ospitati nella struttura e una progressiva destinazione degli spazi a famiglie con bambini, lavoratori e persone in condizioni di disagio abitativo.
“Se l’Amministrazione decide di cambiare impostazione, noi non possiamo che chiedere chiarezza. Bene destinare maggiori spazi a famiglie e lavoratori che vivono una situazione di difficoltà abitativa, ma adesso il Comune deve spiegare con precisione cosa cambia, quanto è costato il modello adottato fino a oggi e quali saranno i costi della nuova organizzazione”.
Bellei chiede inoltre che venga chiarito il destino delle persone che saranno trasferite e quali strutture saranno coinvolte.
“Circa 150 persone dovranno essere trasferite: dove andranno? Quanto costeranno i trasferimenti e la nuova sistemazione? Quale sarà la capienza definitiva delle Costellazioni? Sono domande semplici, ma riguardano risorse pubbliche e quindi meritano risposte pubbliche".
Secondo Patto per il Nord Modena città, la riorganizzazione dovrebbe rappresentare l'occasione per superare definitivamente una gestione emergenziale e costruire un modello più orientato all'autonomia delle persone.
“Non siamo contrari all'accoglienza e non siamo contrari al sostegno a chi si trova in difficoltà. Siamo contrari ai modelli che diventano permanenti senza una verifica dei risultati. L'obiettivo deve essere accompagnare le persone verso l'autonomia, non creare strutture che diventano contenitori permanenti del disagio”.
Bellei pone infine il tema della destinazione degli spazi alle famiglie e ai lavoratori modenesi.
“Se davvero una parte importante degli spazi verrà destinata a famiglie, lavoratori e persone fragili residenti sul territorio, vogliamo sapere quanti saranno i posti disponibili, con quali criteri verranno assegnati e quali tempi sono previsti. La casa è oggi uno dei problemi più seri per chi lavora a Modena, e ogni spazio pubblico recuperato deve essere utilizzato nel modo più efficace possibile".
Per Patto per il Nord Modena città, la vicenda deve quindi diventare un'occasione per fare un bilancio trasparente del modello di gestione adottato negli ultimi anni e per definire un nuovo percorso basato su risultati verificabili.
“Il Comune non si limiti a dire che cambia modello: dica ai cittadini quanto è costato quello precedente, quali risultati ha prodotto e cosa intende fare concretamente da qui ai prossimi mesi. La gestione delle fragilità richiede umanità, ma anche responsabilità nell'uso delle risorse pubbliche. E soprattutto richiede che le decisioni siano prese nell'interesse della comunità modenese - conclude Bellei".
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