Il condizionatore del locale vicino resta sotto la sua finestra: il Comune di Mirandola archivia il caso
Nuova puntata della vicenda che vede - suo malgrado - protagonista un invalido mirandolese che dall'oggi al domani si è trovato sparato all'altezza delle finestre di casa sua un condizionatore a servizio di una attività commerciale installato nel suo cortile. Conseguenze dell'aria calda immessa in un contesto padano che già di suo sfiora i 40 gradi? Facile immaginare il disagio. Le prime ad appassire sono state le piante nel cortile. L'uomo ha fatto appello al Comune, e un sopralluogo Ausl ha certificato il suo disagio. Ma di fronte all'escalation del contenzioso tra il residente D.P. e l'attività economica, il Comune ha formalmente archiviato il procedimento, dichiarando il proprio difetto di competenza e invitando le parti a procedere per le vie private.
La vicenda è nata dalle formali contestazioni del cittadino circa l'impatto dell'impianto sulla fruibilità e vivibilità della propria abitazione, considerando che il tutto avviene sul suo cortile a uso esclusivo, privato.
«Il macchinario si trova a circa 1,8 metri dalla mia camera [...] L'aria emessa e la rumorosità mi costringono a tenere le finestre sbarrate, impedendomi di ricambiare l'aria in casa».
La definizione amministrativa della pratica è giunta con la nota formale del Servizio Urbanistica Edilizia Ambiente del Comune di Mirandola, che ha ricostruito l'iter procedurale, le risultanze delle verifiche tecniche e i rilievi dell'AUSL.
La ricostruzione dei fatti e i sopralluoghi tecnici
Oggetto della contestazione è un'unità esterna di condizionamento marca Haier (potenza 5,5 kW, anno 2020) a servizio del locale commerciale adiacente, collocata nel cortile privato del residente.
A seguito della segnalazione trasmessa il 08/07/2026 (prot. n. 30498), in data 29/07/2026 il Servizio Urbanistica ed Edilizia del Comune di Mirandola e la Polizia Locale hanno effettuato un sopralluogo nell'area, accertando quanto segue:
«all'interno del cortile (di piccole dimensioni, pari a circa 2 \times 3\text{ m}) sono presenti due unità esterne di condizionamento d'aria: una posta a destra della porta d'accesso, ad uso dell'abitazione del Sig. D.P., ed una posizionata di fronte alla medesima porta, afferente all'esercizio [...] collocato accanto alla luce con inferriata del bagno del negozio, ad una distanza di circa 1,80 metri dalla porta d'accesso al cortile».
La relazione AUSL: criticità igienico-sanitarie e raccomandazione
Coinvolta dal Comune, l'Azienda Unità Sanitaria Locale di Modena (Dipartimento di Sanità Pubblica - Servizio Igiene Pubblica) ha inviato la propria valutazione il 06/08/2026 (prot. n. 34596). Nel parere redatto dall'AUSL si evidenzia:
«L'installazione di un'unità esterna di un condizionatore vicino alle finestre richiede il rispetto di distanze opportune (almeno 1,50 – 2,00 metri) per evitare il ricircolo di aria viziata, l'immissione di rumore e la formazione di muffe dovute alla condensa.
Il collocamento dell'unità esterna esattamente di fronte alla finestra dell'esponente aggrava notevolmente il problema, in quanto il macchinario scarica un getto continuo di aria calda, polveri e rumore direttamente contro l'apertura di ventilazione, superando la "normale tollerabilità" e creando un notevole disagio abitativo.
Il funzionamento dell'unità esterna risulta infatti indipendente dalla volontà dell'esponente e impedisce una libera aerazione naturale dei locali, costituendo un ostacolo igienico-sanitario per la qualità dell'aria interna e il suo raffrescamento.
In aggiunta, il compressore esterno rilascia condensa nel cortiletto del segnalante, creando umidità e ristagni d'acqua che possono attirare insetti e favorire la formazione di batteri o alghe. Inoltre, la presenza di un condizionatore a meno di 3 metri impedisce il corretto affaccio esterno senza ostacoli visivi o fisici.
Visto quanto sopra riportato, si raccomanda lo spostamento dell'unità esterna in una posizione conforme.»
Il quadro normativo: la qualificazione come "Attività Edilizia Libera"
Nonostante il quadro di criticità delineato dall'AUSL, gli uffici tecnici comunali hanno riscontrato l'impossibilità di adottare provvedimenti d'ordinanza per la rimozione sulla base della normativa vigente, perchè l'installazione di impianti tecnologici a servizio degli edifici è configurata come intervento di manutenzione ordinaria ed edilizia libera. Tali opere non richiedono preventivo titolo abilitativo né comunicazione allo Sportello Unico per l'Edilizia, e non sottostanno a limiti di distanza dalla sagoma dell'edificio purché la sporgenza non superi 1,50 metri.
Nella determinazione conclusiva, il Servizio Urbanistica ha puntualizzato anche:
«La raccomandazione formulata dall'AUSL va considerata – nel senso letterale del termine – come "raccomandazione", dal momento che non si ricollega ad alcuna espressa violazione di norme igienico-sanitarie, pertanto non si ravvisano presupposti tali da legittimare l'adozione di un provvedimento prescrittivo da parte di questo Ente nei confronti della Ditta.»
La posizione del residente: «Disatteso il diritto alla salute»
La decisione emessa dagli uffici municipali è stata accolta con profonda ampiezza di riserve dal cittadino D.P., che contesta la linea dell'Amministrazione e la mancata adozione di un provvedimento inibitorio:
«Si dimentica che l’articolo 32 della Costituzione tutela e definisce come fondamentale il diritto alla salute di ogni singolo cittadino. L'impressione è che le esigenze dell'attività commerciale finiscano per prevalere sulla tutela della salute, su un disagio abitativo accertato dalla stessa AUSL e sul rispetto della proprietà privata».
Quanto alle argomentazioni difensive presentate dall'attività commerciale in merito a presunti accordi verbali intercorsi in passato con i danti causa dell'immobile, il residente ne ha rimarcato la totale inefficacia giuridica:
«Eventuali intese verbali strette in passato con la vecchia proprietà decadono e non hanno alcun valore né efficacia nei confronti del nuovo proprietario».
La determinazione finale del Comune
Il Comune di Mirandola ha sancito la chiusura della pratica con una comunicazione formale, spiegando che "la vertenza pertiene essenzialmente alla sfera privatistica, che esula dalle competenze attribuite all'Ente Locale dalla normativa vigente, in quanto azionabile con gli appositi strumenti di natura civilistica".
Il Comune insomma si smarca, anche se secondo il mirandolese potrebbe intervenire diversamente, e ora non resta che rivolgersi agli avvocati. Anche perchè, perdurando il caldo, il problema non si risolve certo da solo.
- Il condizionatore del locale vicino resta sotto la sua finestra: il Comune di Mirandola archivia il caso
- Auto esce di strada e finisce nel canale, soccorso il conducente
- Calcio, mercato: nuovo rinforzo in attacco per il Modena, ufficiale l'arrivo di Andrea Belotti
- Policlinico di Modena, conclusi i lavori nel Blocco Operatorio di Ostetricia e Ginecologia
- Polizia di Stato, a Carpi una cerimonia in memoria dell'appuntato Osvaldo Cantore
- Carpi Film Fest, si entra nel vivo con ospiti come Luca Ward, Antonio Catania e Matteo Garrone
- Torna la Rainbow Bike, la biciclettata inclusiva che attraversa l’Unione del Sorbara







































































