San Prospero, Festa della Vendemmia alla Cantina Zucchi rinviata dal 10 al 28 settembre
SAN PROSPERO - Entrare in un vigneto nel pieno della vendemmia, visitare la cantina e soprattutto incontrare chi, dietro ogni grappolo, mette lavoro, competenze e capacità imprenditoriale. Lunedì 28 settembre, dalle ore 17, la Cantina Zucchi di San Prospero ospita la tappa modenese della quinta edizione della Festa della Vendemmia di Confagricoltura Emilia-Romagna. L'appuntamento, che inizialmente era previsto per giovedì 10 settembre, ma poi è stato rinviato al 28 dello stesso mese, è alla Cantina Zucchi, in via Viazza 64 a San Prospero, dove il pubblico potrà visitare i vigneti e gli spazi della cantina e concludere il pomeriggio con un aperitivo e una degustazione dei vini aziendali.
“Dietro ogni grappolo c'è una storia” è il filo conduttore scelto per l'edizione 2026 della manifestazione, articolata quest'anno in tre appuntamenti in Emilia-Romagna: dopo l'apertura del 2 settembre a Torrechiara, nel Parmense, sarà Modena a raccogliere il testimone, mentre il 25 settembre la Festa si concluderà a Berra, nel Ferrarese. Una manifestazione che arriva nel momento più intenso dell'anno per la viticoltura modenese e diventa anche l'occasione per tracciare un primo quadro di una vendemmia 2026 segnata ancora una volta dal clima. Nel territorio modenese le prime raccolte sono partite in anticipo: già ad agosto sono entrate in cantina le varietà più precoci e alcuni quantitativi di Pignoletto, mentre per il Lambrusco l'avvio della raccolta si è concentrato tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre. L'anticipo viene valutato mediamente nell'ordine di una settimana, fino a 7-10 giorni, conseguenza soprattutto delle elevate temperature estive. Il caldo e la disponibilità idrica non uniforme hanno richiesto una gestione particolarmente attenta dei vigneti. Le aziende dotate di irrigazione hanno affrontato meglio le fasi più siccitose, mentre le grandinate hanno provocato danni localizzati.
Sul fronte fitosanitario, invece, il quadro viene giudicato positivo, con uve generalmente sane e senza particolari pressioni delle principali patologie. Per il Lambrusco delle province di Modena e Reggio Emilia, le prime indicazioni collocano inoltre la produzione su livelli sostanzialmente analoghi al 2025. Sono elementi che inducono Confagricoltura Modena a guardare con fiducia alla qualità, pur mantenendo prudenza fino alla conclusione della raccolta. Quest'anno, peraltro, Unione Italiana Vini, Assoenologi e Ismea hanno scelto di rinviare le valutazioni complessive sulla vendemmia alla fine della campagna, quando saranno disponibili dati consuntivi su produzione e qualità.
“La vendemmia è sempre un momento particolare per il nostro territorio e quest'anno arriviamo alla raccolta dopo mesi tutt'altro che semplici – commenta Francesco Schiavi, presidente di Confagricoltura Modena –. Il caldo ha accelerato i cicli vegetativi e in alcune situazioni la scarsità d'acqua si è fatta sentire, obbligando le aziende a intervenire con grande tempestività. Allo stesso tempo, però, dobbiamo evitare di trasformare ogni difficoltà climatica in un giudizio negativo sull'annata: le uve che stanno arrivando in cantina sono generalmente sane e ci sono buone premesse sotto il profilo qualitativo. Sarà il prodotto finale a dirci fino in fondo che vendemmia sarà”.
Per Schiavi, tuttavia, il tema non può esaurirsi nella quantità e nella qualità dell'uva raccolta.
“La vera partita è riuscire a trasformare questa qualità in valore per le imprese agricole. Il viticoltore sostiene costi crescenti, investe per adattarsi al cambiamento climatico, deve gestire l'acqua, proteggere le produzioni e affrontare un mercato sempre più complesso. Non possiamo pensare che tutto questo lavoro venga dato per scontato. Il Lambrusco è uno dei simboli di Modena nel mondo: dobbiamo continuare a promuoverlo e innovare, ma soprattutto costruire condizioni di mercato che garantiscano una remunerazione adeguata a chi mantiene vivi i vigneti e produce le uve”.
È proprio questo rapporto fra prodotto, impresa e territorio che Confagricoltura vuole mettere al centro della Festa della Vendemmia.
“Aprire le aziende significa far capire che una bottiglia non nasce sullo scaffale– conclude Schiavi –. Dietro ci sono un vigneto, una famiglia, scelte agronomiche, investimenti e un patrimonio di conoscenze costruito nel tempo. Giovedì vogliamo raccontare tutto questo in modo semplice: facendo entrare le persone in azienda e lasciando che siano i produttori a raccontare il proprio lavoro”.
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