Calenda: “Idee chiare su politica estera, ecco i miei 5 punti”
(Adnkronos) - Carlo Calenda fissa i 5 punti chiave attorno ai quali si sviluppa il Centro Liberale. E attacca Matteo Renzi. "Lontani da questo spettacolo triste della destra indecisa a tutto e della sinistra populista; dalle beghe tra Conte, Renzi, De Luca, Bonelli, Onorato e Bettini, dalle boutade di Salvini e dalla mediocrità di Urso, stiamo dando vita all’unica alternativa al bipopulismo", scrive il leader di Azione in un post su X.
"Con Pina Picierno, Giuseppe Benedetto, gli Europeisti e tanti altri stiamo costruendo un Centro liberale, popolare ed europeista che ha idee chiare sui valori di fondo della nostra politica estera", scrive Calenda, indicando i 5 punti chiave del 'programma'. "1) Armi all’Ucraina per tutto il tempo che serve a fermare Putin; 2) Partecipazione con i volenterosi alla costruzione della Nato europea; 3) rimozione del diritto di veto in seno al Consiglio europeo verso la costruzione di un’Europa federale; 4) Adeguamento della spesa militare alle necessità di difesa italiane ed europee; 5) radicale cambiamento del green deal, reshoring della manifattura e investimento sul nucleare", scrive il leader di Azione. "Sul resto si può discutere e fare compromessi, sulla politica estera (militare, economia e commerciale), in questa epoca di imperi che voglio smembrare l’Ue, occorre avere le idee chiare. Chi si è stancato delle titubanze e ipocrisie della destra e della sinistra è benvenuto. Avanti", afferma ancora.
Quindi, in un altro post, il messaggio diretto in maniera specifica a Matteo Renzi. "Sì, Matteo Renzi, la politica estera è una cosa complessa. E il fatto che tu - unico tra i leader 'liberale' europei - non sia mai andato in Ucraina a vedere cosa accade, a conoscere, prima di sproloquiare di diplomazia come un Conte qualsiasi, è indegno. Soprattutto visto che vai ovunque trovi qualcuno disposto a pagarti. Quindi meno mance dai dittatori e più conoscenza diretta delle cose di cui ti riempi la bocca. Gli ucraini muoiono ma non si arrendono a Putin, tu incassi soldi dagli autocrati per incensarli e ti sei arreso ai populisti proputiniani. Vergognati e vai a Kiev, li ti insegneranno il senso dell’onore e il coraggio", scrive.
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