Clamoroso al Cibali – Lo sport è fondamentale per i ragazzi, insegna a cresce e a rispettare gli altri. La riflessione di mister Daniele Denti
Riprendiamo la rubrica di mister Daniele Denti, con una tematica complicata e attuale che vorrei condividere con voi tutti.
Parliamo oggi della difficoltà dei giovani nella vita quotidiana, del malessere profondo e complesso legato alla pressione di dover essere sempre performanti e alla solitudine nonostante l’iper-connessione.
In questo periodo storico i ragazzi avvertono un forte giudizio sociale e il bisogno costante di dimostrare valore, sia nella vita reale che, soprattutto, sui social media.
Sono soli nonostante siano circondati da persone, possiamo senza dubbio chiamarlo isolamento digitale.
Sono continui gli episodi di bullismo, violenza, eccesso nella ricerca e idolatrazione di simboli negativi, arrivando fino a disagi e dipendenze sin da giovanissimi.
Allora da Responsabile di una parte del settore giovanile di una società calcistica mi chiedo come lo sport e nella fattispecie il calcio possa aiutare maggiormente questi ragazzi.
Ho la fortuna di vivere parte della quotidianità con centinaia di adolescenti, ognuno con la sua vita, ognuno fatto a suo modo, con le proprie condizioni d’ambiente e famigliari, con i propri problemi, con le proprie necessità.
Però quando arrivano al campo sono dei componenti di una squadra parte di un gruppo.
E probabilmente è da qui che dobbiamo partire.
Parte di un gruppo sì ma sempre individuo, sempre un singolo con necessità differenti dagli altri.
Chi mi conosce sa che da sempre, nelle squadre che ho allenato, ho provato a ricercare quelle necessità in ognuno dei ragazzi. Li ho sempre riuniti in cerchio attorno a me e prima dell’allenamento ho sempre chiesto loro come stessero.
Il 99% se non la totalità ha sempre risposto “bene” ma i loro occhi non sempre, e gli occhi dei ragazzi non mentono mai.
La stessa cosa chiedo ora di fare ai nostri staff, abbiamo un ruolo fondamentale, non siamo i genitori ma siamo adulti con responsabilità dirette e indirette, spesso abbiamo la fiducia di questi ragazzi, non possiamo deluderli ma soprattutto non accorgerci e di eventuali problematiche più o meno celate dal loro classico comportamento e intervenire, direttamente o con la condivisione famigliare a seconda del livello di problematica riscontrato.
Il campo da calcio dev’essere un luogo inclusivo, un porto sicuro per i nostri ragazzi, ed è per questo che deve essere un esempio per loro, è qui che va condannato ogni episodio non in linea con il codice etico comune, è qui che i ragazzi devono imparare a convivere.
Ricordiamoci che bravi e intelligenti che siano, a scuola ci devono andare per forza, al campo vengono perché ci tengono, è il loro momento di sfogo, è il momento di serenità, o almeno così dovrebbe.
Ed è quindi qui che in una condizione di meno stress possono acquisire la cultura del rispetto, dello stare insieme e portarla in altri ambienti più ostici per loro.
Possono diventare modelli positivi nelle loro compagnie e tra i banchi di scuola.
Il Campo da calcio ti insegna a stare insieme, i ragazzi imparano a collaborare, comunicare, rispettare i compagni, allenatori, avversari e strutture comuni.
Sviluppa disciplina e responsabilità, allenarsi con costanza, rispettare impegni e affrontare le difficoltà rende i ragazzi autonomi.
Il saper gestire sconfitte ma anche vittorie insegna loro anche a gestire le problematiche esterne.
Per non parlare poi della costruzione caratteriale e della promozione di uno stile di vita sano e attivo.
Ed è per questo che chiedo sempre ai genitori, in un momento di necessaria punizione nei confronti dei ragazzi, di NON TOGLIERE MAI LO SPORT.
Lo so che ci tengono e siete convinti di colpirli nel cuore e nella testa ma sono convinto sia sbagliato, togliere lo sport, togliere il calcio, credo sia controproducente.
Non ha senso privare il ragazzo dell’attività fisica, non solo penalizzerebbe se stesso ma anche la squadra e verrebbe meno a un impegno sociale per poi rischiare di addirittura peggiorare il rendimento scolastico isolandolo in casa e per l’assenza di una valvola di sfogo.
Credo ci siano moltissime alternative educative che devono essere però basate sempre sul dialogo
Ovviamente tutto questo è un mio pensiero personale, da Papà e da addetto ai lavori, criticabile o meno, ma è ciò che esattamente penso e riporto in questa rubrica di condivisione.
Lo Sport è fondamentale per i ragazzi, insegna a cresce, a rispettare gli altri, a scoprire il valore dell’impegno e del gioco di squadra
Una volta mio nonno diceva che lo sport salvava dalla strada, perché se non eri a fare sport eri a fare qualche cavolata in giro.
Probabilmente non è sempre così, probabilmente però a volte…….chissà.
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