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25 Settembre 2022

La Consulta di Massa Finalese si scioglie: “Dal Comune né condivisione né collaborazione”

MASSA FINALESE – I membri della Consulta di Massa Finalese, Barbara Anconelli, Claudia Panzetta, Tersilia Leporati e Maria Paltrinieri, si sono dimessi, provocando il conseguente scioglimento della stessa. La lettera è stata consegnata il 7 luglio al Comune di Finale Emilia. La riportiamo in forma integrale:

Con la presente siamo a comunicare la dimissione dei membri della Consulta, Anconelli Barbara, Claudia Panzetta, Tersilla Leporati e Maria Paltrinieri e il conseguente scioglimento della stessa, a decorrere dal ricevimento della presente lettera trasmessa tramite protocollo al Comune di Finale Emilia. 

La decisione suddetta è dettata dal fatto che, secondo il nostro parere, non sussistono più le condizioni per portare avanti questo percorso, che dovrebbe fondarsi su un rapporto di condivisione e collaborazione che sempre più, col passare del tempo, è venuto a mancare, causando sfiducia e perdita di credibilità agli occhi dei cittadini. 

La Consulta si è impegnata sin dalla sua elezione nel novembre 2017 per instaurare un canale di dialogo con l’Amministrazione Comunale, mettendo in campo incontri e inviando regolarmente segnalazioni scritte, con la volontà di dare risposta alle istanze dei cittadini. L’intento iniziale, almeno per noi, era di ottenere la fiducia dei cittadini in un organo che li potesse rappresentare, al di fuori degli stretti meccanismi della macchina comunale, attraverso un gruppo di persone che facesse da tramite per stimolare azioni su questioni urgenti e sentite dalla popolazione. 

L’atteggiamento dell’amministrazione invece è stato da subito unidirezionale, soprattutto da parte del sindaco Palazzi, che durante più di un incontro ha chiaramente espresso che non era quella la sua visione e che non era tenuto a dare risposte alla Consulta, delegittimando di fatto questo organo partecipativo. Il sindaco Palazzi durante uno degli incontri ha affermato che, secondo lui, l’unico scopo della Consulta era fare opposizione all’operato dell’amministrazione. Una scocciatura, insomma, non uno strumento che poteva essere utile all’amministrazione per avvicinarsi ai suoi cittadini di Massa. Egli ha sempre preferito sponsorizzare un approccio personale verso le segnalazioni dei singoli cittadini, e non di tipo collettivo attraverso la Consulta, da tenersi preferibilmente su facebook, o promuovendo uno sportello di incontro settimanale al venerdì mattina a Massa Finalese (ci chiediamo se viene ancora svolto questo servizio), chiaro segno che il rapporto con la Consulta non gli è mai interessato. 

Avendo preso atto di questo, avevamo quindi cercato una collaborazione con l’Assessore alle Frazioni Beatrice Ferrarini, che ha dato la sua disponibilità per incontrarci più volte, alla quale abbiamo indirizzato numerose mail e lettere ufficiali di segnalazione. La ringraziamo sicuramente per l’impegno ma, anche in questo caso, riteniamo sia stato insufficiente in quanto le risposte concrete avute sono state poche e spesso rimandavano all’operato di altri enti o uffici o ad aggiornamenti successivi che poi non arrivavano ufficialmente per iscritto, ma solo su nostro sollecito e richiesta verbale. 

Ci sono tutt’ora questioni segnalate da mesi sulle quali non abbiamo ricevuto aggiornamenti dall’amministrazione (ad es. la questione della casa del Custode dei Giardini, la realizzazione della ciclabile alla Palazzina, lo stato della ricostruzione della Chiesa, vari problemi di viabilità, ecc.) e per le quali, sinceramente, ci siamo stancati di sollecitare. 

I meccanismi partecipativi non sono fra le modalità preferite di questa amministrazione. Se la Consulta deve essere solo un organo ad indirizzo comunicativo, e se anche fosse questo per regolamento, allora ci siamo riempiti la bocca per mesi di discorsi di collaborazione e partecipazione per niente: potevamo metterlo in chiaro da subito. Crediamo che, come Consulta, noi avessimo una responsabilità verso i cittadini che venivano da noi a segnalare problemi: quella di rispondere e dare loro riscontro, anche solo per educazione e rispetto. 

Da qui, quindi, la decisione delle dimissioni in blocco e dello scioglimento. Ringraziamo tutti i cittadini che ci hanno sostenuto e ci dispiace se non è stato possibile fare di meglio.

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