Degrado ai giardini di Mirandola, il caso arriva in Regione
Nell’interrogazione, la capogruppo descrive le nuove politiche della sicurezza che nel nostro Paese si sono indirizzate verso un sistema di Protocolli d’intesa, cioè accordi tra Stato ed Istituzioni anche dei diversi livelli locali, e altri enti ed associazioni che hanno voluto collaborare con tutte le amministrazioni coinvolte per la pianificazione di iniziative finalizzate al miglioramento del livello di sicurezza percepita dalla collettività.
“In questa direzione la Regione Emilia-Romagna, almeno sulla carta, rappresenta un esempio virtuoso nello studio delle problematiche relative alla sicurezza, anche se poi passando alla concreta realtà, rimangono davvero poche tracce di tale virtuosismo”. Invece l’applicazione effettiva dei Protocolli d’intesa è il primo snodo cruciale per non abbassare la qualità della sicurezza urbana nei nostri comuni.
Il secondo riguarda l’attenzione per nuove strategie di contrasto, che coinvolgano anche i cittadini: la Regione Emilia-Romagna aderisce al Forum Europeo per la Sicurezza Urbana che studia come migliorare la vivibilità urbana attraverso strategie di rigenerazione urbana a basso costo ed elevato contenuto sociale (Urbanistica tattica) con il coinvolgimento dei cittadini. Secondo Gibertoni: “La Regione aderisce appunto sulla carta perché nella pratica non ha mai sperimentato praticamente nulla”.
Il terzo punto fondamentale, scrive Gibertoni, è maggiore sostegno finanziario ai comuni come Mirandola perché non siano lasciati soli, nelle risorse e nelle strategie, a contrastare un problema che deve avere invece un approccio globale.
Conclude Gibertoni: “Credo sia tempo che la Giunta regionale svolga con maggiore cura, precisione e costanza il proprio ruolo di attore responsabile del coordinamento sulla sicurezza urbana, aiutando i Comuni periferici, anche con maggior supporto finanziario e coinvolgendo i cittadini in progetti di prevenzione.”
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