Da Patrasso a Dachau in moto per ricordare le vittime della deportazione: tappa al Campo di Fossoli
FOSSOLI - Da Patrasso a Dachau, passando per Fossoli. Il Campo di Fossoli ha accolto la delegazione della “Dachau 2026 Memorial Motorcycle Group”, associazione composta da cinquanta motociclisti provenienti da diverse regioni della Grecia, impegnati in un viaggio della memoria e per la pace.
Partiti da Patrasso, i motociclisti greci raggiungeranno il Memoriale dell’ex campo di concentramento di Dachau, in Germania, attraversando alcuni dei luoghi più significativi della deportazione europea. Tra questi figura anche il Campo di Fossoli, presso Carpi, tappa dal forte valore storico e simbolico: da qui, tra il 1943 e il 1944, partirono migliaia di deportati politici e razziali diretti verso i campi di concentramento e di sterminio del Terzo Reich.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di mantenere viva la memoria delle vittime greche della Shoah e delle stragi compiute contro la popolazione civile durante l’occupazione nazifascista. Un percorso commemorativo che unisce memoria, impegno civile e volontà di trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza della storia e dei valori democratici nati anche dalla consapevolezza di quelle tragedie.
A Fossoli la delegazione è stata accolta dalla presidente della Fondazione Fossoli, Manuela Ghizzoni, che ha accompagnato i partecipanti in un momento di incontro e riflessione dedicato alla storia del campo e al significato della memoria nel presente.
La tappa carpigiana conferma anche la dimensione internazionale del Campo di Fossoli, riconosciuto come uno dei principali luoghi europei di riflessione sulla persecuzione, sulla privazione dei diritti e sulla difesa della dignità umana.
“La memoria si esprime attraverso molteplici forme, e tutte possono contribuire a renderla viva e partecipata – dichiara la presidente della Fondazione Fossoli, Manuela Ghizzoni –. Per questo guardiamo con grande interesse a un’esperienza come quella della ‘Dachau 2026 Memorial Motorcycle Group’, che unisce il viaggio in motocicletta e l’impegno civile in un percorso di conoscenza e commemorazione. Può sembrare l’incontro tra mondi lontani, ma è invece la dimostrazione che la violenza della guerra, soprattutto contro i civili, l’odio razziale che diventa genocidio, la soppressione della libertà, della dignità umana e della democrazia – vale a dire quanto è stato vissuto in Europa durante il secondo conflitto mondiale a causa dell’ideologia nazifascista – sono temi che riguardano davvero tutti. Non appartengono soltanto agli storici, agli studiosi o alle istituzioni della memoria: parlano a ogni cittadina e a ogni cittadino, perché chiamano in causa i valori fondamentali della convivenza democratica e della responsabilità individuale”.
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