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Lettera aperta di Nonantola Progetto 2030 sulla riapertura della scuola

Scuola: priorità assoluta

Anche a Nonantola serve un impegno congiunto e ambizioso per una ripartenza funzionale a costruire il “dopo pandemia”

Sta per iniziare un nuovo anno scolastico. L’anno trascorso si è interrotto in modo traumatico per tutti – alunni, insegnanti, operatori della scuola, dirigenti e famiglie. La ripresa sarà inevitabilmente segnata pesantemente sia da quella chiusura improvvisa ed emergenziale, con le sue lacerazioni didattiche, relazionali e sociali mai ricucite, sia dalle difficoltà oggettive e soggettive che segnano una ripartenza ancora pesantemente condizionata dalla situazione sanitaria. Sono inaccettabili e in larga parte strumentali le accese polemiche quotidiane che accompagnano questo inizio di anno scolastico. Vogliamo ricordare agli odierni… maestrini che la situazione in cui si trova la scuola pubblica in Italia è il risultato di precise scelte politiche fatte negli ultimi decenni. Per esempio dal 2000 al 2017 l’istruzione in Italia ha visto ridotte le risorse di quasi un punto di PIL (6 miliardi in valore nominale e circa 14 miliardi attuali). In questa condizione di certo non ideale e nonostante qualche ritardo ed errore siamo consapevoli che la ripartenza verrà necessariamente determinata dalla mediazione fra dati di realtà (aule, spazi, personale, risorse materiali, trasporti, sicurezza, …) e un rischio considerato accettabile.

Pur comprendendo le difficoltà del momento, riteniamo indispensabile che la scuola riprenda in pieno il suo cammino nella maggiore sicurezza possibile. Proprio per questo risulta indispensabile che ogni soggetto in campo produca il massimo sforzo per ridare slancio al percorso didattico ed educativo in parte interrotto. Ognuno per le proprie competenze, ma in uno sforzo condiviso e coordinato. La scuola, che ne ha la responsabilità e la competenza, viene chiamata oggi a produrre ogni sforzo per non abbassare il livello e la qualità dell’azione educativa, volta a stimolare e a coltivare i talenti e a supportare in ogni modo le difficoltà e le disabilità. Le nostre scuole possiedono sia le risorse umane (al netto dei tagli scellerati operati negli ultimi anni) sia le competenze per rispondere positivamente alle problematiche che si presentano, sia la capacità di attuare la necessaria flessibilità organizzativa e didattica per affrontare una situazione oggettivamente complessa che sarà punteggiata probabilmente da continui stop-and-go a livello di singoli classi o di scuola. Sarebbe azione lungimirante prevedere fin da subito un proprio piano per la didattica digitale integrata per non essere presi alla sprovvista da eventuali nuovi lockdown. Nelle scuole dell’infanzia riteniamo importante che siano mantenuti il più possibile i contatti con bambini e famiglie.

L’Amministrazione comunale, che negli anni si è spesa per supportare l’azione delle nostre scuole, ha di fronte a sé un compito importante: garantire, ad ogni ordine di scuola presente sul territorio, spazi e strutture adeguate, dalle aule mensa ai trasporti. Anche se non sarà semplice, pensiamo debba essere fatto ogni sforzo perché siano messi a disposizione delle scuole tutte le capacità propositive dei servizi culturali comunali, così come avviene negli anni “normali”, mettendo in campo spazi agibili e progetti di qualità da parte del CEAS (Centro di educazione ambientale e alla sostenibilità), ludoteca, biblioteca, fonoteca e Centro di intercultura.

Auspichiamo poi che le famiglie assumano un ruolo positivo e propositivo, sia soggettivamente che attraverso le loro rappresentanze negli organi collegiali. Le famiglie, in questa materia, non possono essere considerate semplici controparti, ma soggetti attivi di un sistema complesso. Ci pare fondamentale che i diversi soggetti (scuola, famiglie e Amministrazione), nel rispetto dei rispettivi ruoli e competenze, collaborino per consentire alle nostre scuole di riprendere a svolgere la loro fondamentale funzione di istruzione ed educazione.

In questo contesto difficile, mentre apprendiamo con piacere che dopo momenti di difficoltà sembra finalmente ripresa la collaborazione fra Istituto Comprensivo Fratelli Cervi e l’Amministrazione comunale, in questa sede unica che ci è concessa per interloquire con l’Amministrazione su queste tematiche, vorremmo porre l’attenzione su alcuni aspetti specifici inerenti l’inizio dell’anno scolastico.

  • Mensa: il momento del pasto si configura importante sia per gli aspetti legati all’educazione alimentare, sia come momento di socializzazione, ma come tutti gli elementi collettivi della scuola, assume elementi di criticità e non ci nascondiamo le difficoltà della sua gestione. A nostro avviso vanno garantiti il mantenimento del gruppo classe in assoluta separatezza e sicurezza, prevedendo barriere o adeguate distanze fra un gruppo e l’altro. In ogni caso dovrebbe essere garantito, a chi vuole mangiare in classe, di poterlo fare.
  • Trasporti intercomunali: ci sembra ipocrita far finta che il problema del trasporto degli studenti verso Modena ci sia a causa del covid. Il problema dell’affollamento esiste da anni per i nostri studenti delle superiori. Pochi autobus stracolmi e un capolinea che definirlo “stazione” è più un auspicio o meglio un eufemismo: una landa di asfalto con due piccolissime pensiline soggette alle intemperie invernali e al cocente sole estivo, il tutto completato da ridicoli portabici. Sarebbe necessario che tutti si mobilitassero per risolvere definitivamente questi annosi problemi. Ancora più annoso, se non addirittura “storico”, è la permanenza del nostro Comune nel bacino territoriale di TPER, erede della vecchia linea post-ferroviaria Modena/Ferrara e con un bacino di utenza sviluppato principalmente sulla tratta Ferrara-Bologna, che impedisce di fatto una maggiore frequenza e continuità nei collegamenti con Modena e con il Distretto del Sorbara. Il tema della mobilità scolastica (e non solo) deve essere affrontato in una logica territoriale – provinciale e regionale – che porti anche Nonantola nella sfera di programmazione e di intervento di SETA.
  • Trasporto comunale (scuolabus): anche il trasporto scolastico comunale necessita di adeguamenti e di riorganizzazione per il rigoroso rispetto delle linee guida previste. Noi pensiamo che si dovrebbe agire su più piani:
  1. Aprire un confronto serrato con la Regione per rendere totalmente gratuito il servizio di trasporto degli alunni nel tragitto casa-scuola.
  2. Potenziare e incentivare modalità alternative per raggiungere la scuola, per esempio:
    1. Incentivare l’uso del Piedibus;
    2. Stimolare, in particolare per i più grandi (alunni delle scuole medie), l’autonomia nel percorso casa-scuola, a piedi o in bici, garantendo attraversamenti e percorsi sicuri con la presenza nei punti strategici di vigili e volontari opportunamente formati.
    3. Organizzare, attraverso accordi volontari con commercianti o luoghi con attività pubbliche, una rete di supporto sul territorio, cui i ragazzi possano rivolgersi in caso di bisogno, luoghi segnalati da apposita cartellonistica sulle vetrine.
    4. Incentivare l’uso della bicicletta facendo corrispondere dei “bonus” basati sui km percorsi nel tragitto casa-scuola per la manutenzione o acquisti di equipaggiamento, ovvero un nuovo progetto “miglia verdi” da costruire con le scuole, ad esempio dal Comune e dal Consiglio dei ragazzi.
    5. Far decollare la realizzazione di una rete ciclabile connessa, che colleghi finalmente fra loro parchi, luoghi pubblici e scuole in totale sicurezza.
  • Costruire un sistema di sorveglianza sanitaria con l’ASL e il Distretto che, potenziando i servizi di pediatria di comunità, costituisca sul nostro territorio un presidio di Medicina Scolastica efficace e continuativo.
  • Lavorare insieme, attraverso Patti di corresponsabilità fra i diversi soggetti istituzionali, per la piena inclusione scolastica di tutti i bambini e ragazzi, con particolare attenzione ai più “fragili” affinché il diritto allo studio sia garantito a tutti senza disparità;
  • Pre- e post-scuola, pur ridisegnati in base alle attuali esigenze di prevenzione pandemica, non possono essere sacrificati e/o depotenziati, né tantomeno essere relegati a servizi accessori, eventualmente garantiti dal volontariato. Il tema va affrontato parallelamente a maggiori spazi e a più personale – sia docente che ATA – che allarghi l’offerta formativa dal tempo scuola ordinario al tempo formazione permanente dentro e fuori gli spazi istituzionalmente dedicati.
  • Istituire anche a Nonantola il Settembre pedagogico, iniziativa da estendere eventualmente ai Comuni dell’Unione, sulla linea di quanto raccomandato e promosso dall’ANCI per sviluppare il rapporto scuola-città e creare sinergie fra scuole e territorio. Un momento comune a tutte le scuole del distretto, a cadenza annuale, per tenere alta la tensione positiva della comunità sul terreno della formazione con laboratori, convegni, dibattiti, attività specifiche per gli insegnanti ed eventi per i genitori e tutta la cittadinanza.

Siamo consapevoli delle difficoltà che la situazione ci pone davanti. Non servono strumentalizzazioni, ma lo sforzo di tutti per trovare le migliori soluzioni ai problemi che dobbiamo affrontare. Critiche costruttive e proposte pensiamo possano aiutare a fare “di necessità virtù” e a trasformare una difficoltà in un progetto che indichi una strada nuova e migliore.

Animati da questo spirito, mettiamo tutto il nostro impegno nelle istituzioni e in tutti i contesti dove sarà necessario, augurando a tutti – insegnanti, collaboratori scolastici, studenti e famiglie – un buon anno scolastico.

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