Sospensione mobilitazione dell’autotrasporto, Franchini (Ruote Libere): “Le promesse fatte dal Governo non sono ancora operative”
MODENA - La nota di Cinzia Franchini, Presidente Ruote Libere sulla mancata applicazione delle misure promesse dal Governo sull'autotrasporto.
A poco più di un mese dalla sospensione del fermo nazionale dell'autotrasporto, il settore assiste a un fatto che dovrebbe fare riflettere tutti. Coloro che avevano presentato l'accordo con il Governo come un risultato importante per la categoria e che avevano invitato gli autotrasportatori a sospendere la mobilitazione oggi si trovano costretti a sollecitare l'attuazione degli stessi impegni che avevano indicato come acquisiti.
Una situazione che conferma quanto Ruote Libere aveva evidenziato fin dall'inizio: interrompere una protesta senza disporre di garanzie certe sui tempi e sulle modalità di attuazione delle misure promesse rappresentava un rischio enorme per le imprese. Oggi quel rischio è diventato realtà.
Il credito d'imposta sul gasolio non è ancora operativo, importanti provvedimenti attesi dal settore restano bloccati e gli autotrasportatori continuano a lavorare nell'incertezza, mentre i costi di gestione, l'inflazione normativa e la concorrenza internazionale continuano a comprimere la redditività delle aziende.
La questione non riguarda soltanto il Governo.
Riguarda anche un sistema di rappresentanza che troppo spesso sembra privilegiare gli annunci, gli incontri istituzionali e le dichiarazioni di principio rispetto alla verifica concreta dei risultati ottenuti. Le imprese non avevano bisogno di promesse. Avevano bisogno di provvedimenti immediatamente applicabili.
Per questo riteniamo che quanto sta accadendo debba indurre una seria riflessione sul modo in cui vengono condotte le trattative che coinvolgono l'intero comparto. Chi rappresenta gli autotrasportatori dovrebbe ottenere risultati prima di chiedere sacrifici alle imprese, non dopo.
Ancora più sorprendente è assistere in queste settimane a discussioni e comunicati dedicati a fenomeni teorici legati all'andamento dei carburanti, quando il problema del settore continua a essere sotto gli occhi di tutti: una pressione fiscale elevatissima, costi operativi in costante aumento, carenza di autisti, concorrenza estera spesso avvantaggiata, illegalità diffusa e misure di sostegno che rimangono bloccate tra annunci e rinvii.
Le imprese non possono più vivere di aspettative. Hanno bisogno di tempi certi, regole chiare e interventi concreti.
A distanza di poche settimane dalla sospensione del fermo, il bilancio appare purtroppo evidente: le aziende hanno rinunciato all'unica leva negoziale realmente efficace senza aver ricevuto in cambio certezze sufficienti. E mentre qualcuno oggi chiede spiegazioni, gli autotrasportatori continuano a pagare il conto di scelte che non hanno prodotto i risultati promessi.
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