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16 Gennaio 2022

La onlus Nastro Viola finanzia progetto Unimore/Policlinico sui tumori al pancreas

Un finanziamento della Associazione onlus Nastro Viola per la ricerca/cura sui tumori al pancreas accelera il “Progetto Stop” dei ricercatori/trici UniMoRe dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, che stanno sviluppando un approccio alternativo verso il trattamento del tumore al pancreas, la cui sperimentazione, ricevuta l’approvazione AIFA, potrebbe partire nella seconda metà del 2021. E giovedì 19 novembre torna l’iniziativa internazionale “Facciamo luce sul tumore al pancreas”

L’associazione nazionale per la ricerca/cura sui tumori del pancreas “Nastro Viola” ha deciso di devolvere una donazione del valore di 54.000,00 euro in favore del gruppo di ricerca, coordinato dal Prof. Massimo Dominici, Direttore della Struttura Complessa di Oncologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, e dalla ricercatrice universitaria UniMoRe, Dott.ssa Giulia Grisendi, a sostegno delle loro ricerche su questa patologia.

Nastro Viola, costituitasi nel 2015, per iniziativa di cinque persone che avevano perso un famigliare a pochi mesi dalla diagnosi a causa di un tumore al pancreas, si propone da alcuni anni di raccogliere fondi per la ricerca, creando borse di studio aventi come fine il combattere questo tumore infausto e devastante. E’ la prima volta che Nastro Viola finanzia un progetto di ricerca dell’Università di Modena e Reggio Emilia, finalizzato a combinare chemio e terapia genica, denominato “Progetto Stop”.

La decisione arriva a ridosso della Giornata mondiale per la lotta contro il tumore pancreatico, fisata per il 19 Novembre.

Il tumore del pancreas è una malattia molto aggressiva. In Italia ogni anno ci sono circa 14.000 pazienti che si ammalano di tumore del pancreas, ovvero circa il 4% delle diagnosi di nuovi tumori in Italia. Ad oggi i trattamenti farmacologici convenzionali non hanno purtroppo migliorato il quadro clinico di questi pazienti che è ancora caratterizzato da una aspettativa di vita inferiore ai 12 mesi ed una sopravvivenza del solo 8%.

La mancanza di una risposta terapeutica – spiega il Prof. Massimo Dominici di UniMoRe – è dovuta anche alle caratteristiche cliniche di questo tumore, tra cui una sintomatologia subdola nelle prime fasi dell’insorgenza, che comporta una diagnosi tardiva. Oltre a questo, il tumore del pancreas ha un tessuto malato ricco di elementi fibrotici che, creando una sorta di scudo, rende difficile la diffusione dei farmaci”.

Per questo motivo la ricerca oncologica si è concentrata in questi anni sulla identificazione di nuovi bersagli molecolari capaci di colpire non solo le cellule tumorali ma anche il tessuto fibroso circostante che sostiene e protegge il tumore. In questa ottica si sviluppa l’attività del gruppo di ricerca, coordinato dal Prof. Massimo Dominici e dalla Dr.ssa Giulia Grisendi, che con i loro team stanno sviluppando da oltre 10 anni un approccio di terapia genica verso il trattamento del tumore del pancreas. Proprio sulla base di questi incoraggianti risultati pre-clinici i gruppi di lavoro di Dominici e Grisendi stanno da un lato studiando le modalità per eliminare sia le cellule tumorali che il tessuto fibroso che le circonda, dall’altro attivando una sperimentazione sul primo gruppo di pazienti che – se consentita da AIFA – potrebbe partire già nella seconda metà del prossimo anno per pazienti con malattia localmente avanzata non operabile immediatamente, grazie alla ex-start up di UniMoRe “Rigenerand”.

Questo progetto si basa su solide collaborazioni scientifiche e cliniche come quella sviluppata con professionisti presenti nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena ed in UniMoRe del gruppo del Prof. Giorgio De Santis, Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, con il Prof. Fabrizio Di Benedetto, Direttore Struttura Complessa di Chirurgia Oncologica Epato-Bilio-Pancreatica e Chirurgia dei Trapianti di Fegato, con il Dr. Gabriele Luppi ed il Dott. Andrea Spallanzani, della struttura di Oncologia DH, con il Prof. Antonino Maiorana ed il Dr. Luca Reggiani Bonetti, entrambi della Struttura Complessa di Anatomia Patologica e con i radiologi Dr. Cristian Caporali, Dr. Federico Casari e la Prof. Annarita Pecchi, coordinati dal Prof. Pietro Torricelli, Direttore della Struttura Complessa di Radiodiagnostica e del Dipartimento Integrato di Diagnostica per Immagine.

Il tumore del pancreas rappresenta ancora un grosso problema assistenziale per cui ben vengano ricerche volte a migliorare la prognosi di questi pazienti tanto più se coinvolgono tanti professionisti in rete della nostra Azienda” commenta il Dr. Giuseppe Longo, Direttore del Dipartimento Ospedaliero di Oncologia ed Ematologia.

In Italia ci sono circa 14000 casi all’anno di questo tumore con una incidenza in tendenziale incremento – commenta il Dr. Gabriele Luppi – ed a Modena i nuovi casi sono circa 160 ogni anno.  Ogni caso di nuova diagnosi di neoplasia del pancreas richiede un notevole impegno interdisciplinare nella fase di stadiazione e pianificazione terapeutica”.

Questa ricerca se di successo consentirà di incrementare le possibilità di una chirurgia per i pazienti affetti. “Questo si inserisce nelle nostre attività chirurgiche per il trattamento del tumore pancreatico – aggiunge il Prof. Fabrizio Di Benedetto – che risulta operabile solo in un 20% dei casi, pertanto la possibilità di studiare lo stroma del pancreas potrebbe consentirci di incrementare tale frazione con un potenziale beneficio per molti pazienti”.

Siamo grati all’Associazione Nastro Viola per la generosa donazione alle attività di ricerca di UniMoRe all’interno di un progetto che il nostro Dipartimento ha visto nascere e che ci vede in prima linea come chirurgia plastica e ricostruttiva” conclude il Prof. Giorgio De Santis, Direttore Dipartimento Universitario di Scienze Mediche e Chirurgiche, Materno Infantile e dell’Adulto di UniMoRe.

NASTRO VIOLA

L’associazione senza fini di lucro Nastro Viola (http://www.nastroviola.org) è stata costituita nel febbraio 2015 per volontà di cinque persone che hanno perso un famigliare a pochi mesi dalla diagnosi a causa di un tumore al pancreas. Il suo intento è quello fare sensibilizzazione sulla patologia ed informare anche sui sintomi, oltre che dare supporto pazienti e familiari che chiedono info sui centri d’eccellenza, nonché di raccogliere fondi per la ricerca, creando borse di studio aventi come fine il combattere questo tumore infausto e devastante, contribuendo a cambiare le statistiche affinché sempre meno persone debbano andare incontro a ciò che loro hanno vissuto. L’Associazione Nastro Viola ha sede operativa a Travagliato (BS) e sono presenti altre sedi anche in Piemonte, Emilia-Romagna (Corlo di Formigine), Toscana, Lazio.

Dal maggio 2016, l’Associazione Nastro Viola è entrata a far parte di due importanti organizzazioni internazionali: la World Pancreatic Cancer Coalition (http://www.worldpancreaticcancercoalition.org) e la Pancreatic Cancer Europe (http://www.pancreaticcancereurope.eu) e da 5 anni organizza l’iniziativa “ Facciamo luce sul tumore al Pancreas”, una giornata mondiale per sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso la richiesta rivolta alle istituzioni di illuminare monumenti, comuni, etc. di viola per attirare l’attenzione su questa patologia.

FACCIAMO LUCE SUL TUMORE AL PANCREAS

Anche quest’anno a novembre – il mese dedicato alla consapevolezza del tumore al pancreas – torna giovedì 19 la campagna che illumina di viola i simboli dei comuni italiani ma anche le istituzioni private e le abitazioni dei singoli cittadiniPromossa dall’associazione Nastro Viola Onlus con la collaborazione di Oltre la Ricerca ODV, Fondazione Nadia Valsecchi, Associazione My Everest ONLUS e Associazione Massimo Borrelli ONLUS, la campagna Facciamo luce sul tumore al pancreas nel 2019 è arrivata a illuminare di viola oltre 150 simboli delle città italiane come, solo per citarne alcuni, la Lanterna di Genova, la Reggia di Caserta, la Spire della Torre Unicredit di Milano, il Castello Aragonese di Taranto e il Palazzo del Podestà su Piazza Maggiore a Bologna.

L’iniziativa si ispira alla campagna di sensibilizzazione internazionale che nel corso degli anni ha portato la luce viola sulla Cascate del Niagara, sull’Opera House di Sidney, a Trafalgar Square a Londra e la Skyline di Chicago.

Per maggiori informazioni sull’Associazione Nastro Viola OnlusWeb www.nastroviola.org

Fb @associazionenastroviola

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