Alluvione Nonantola, Platis e Casano (FI): “La gente ha sofferto e merita rispetto, imbarazzante la fuga del Governo dal confronto con i cittadini”
NONANTOLA - Nota di Platis e Casano (FI) sull'alluvione di Nonantola e sulla conta dei danni:
La gente ha sofferto e merita rispetto, imbarazzante la fuga del Governo dal confronto con i cittadini. Piuttosto che passerelle devono spiegare con che fondi si può comprare il frigorifero nuovo. L’unica “cosa” data a Nonantola è un modulo generico per la ricognizione dei danni. Prendiamo atto della scelta del PD di voler fare a tutti i costi una bella passerella, passare in rassegna la cassa di espansione di Sant’Anna che non hanno mai collaudato ed evitare qualsiasi contatto con la popolazione. Guai avere contestazioni. Questo Governo non si vuole confrontare e abbassare a parlare con gli alluvionati, rompendo così la collaborazione istituzionale che avevamo offerto fin dalle prime ore. Eppure, perfino il Primo Ministro Mario Monti si è ascoltato un intero consiglio comunale a Mirandola e l’assessore Gazzolo ed Errani hanno partecipato a svariate decine di incontri istituzionali quando c’è stato il sisma nel 2012, così come il ministro Lupi nel 2014 per l’alluvione di Bomporto. A Nonantola è diverso. L’unica campana che hanno voluto sentire è quella di chi ha palesemente mal governato in questi anni ed è riuscito, anche dopo l’alluvione del 2014, a non mettere in sicurezza il territorio. È un disco rotto la richiesta del ministro Boccia di fare interventi strutturali, quando gli enti non hanno uno straccio di progetto per le piene straordinarie come chiede la comunità europea per utilizzare il Recovery Fund. La fotografia plastica della situazione è rappresentata dal modulo di ricognizione danni, che non è la domanda di indennizzo ma uno strumento per la Regione di stimare i danni. Nel ciclostile si chiede ai cittadini di Nonantola di indicare una tra le seguenti calamità: frana, allagamento, grandine, tromba d’aria e vento di burrasca. Un modulo che strappa un sorriso se non fosse che chi ha perso la casa ed i ricordi di una vita, forse non ha troppa voglia di ilarità. Chiediamo due cose con forza: i soldi devono essere anticipati e messi a disposizione di chi non ha più un elettrodomestico ed ha bisogno di poter ripartire subito, di chi ha perso l’automobile e deve andare al lavoro; le responsabilità dell’alluvione devono essere accertate seriamente e non da una commissione regionale guidata da un direttore appena rinominato da Bonaccini.
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